di Emidio Premici

ASCOLI PICENO – Non c’è pace per Marco Mongardini. Fino a qualche mese fa, sembrava che il suo rapporto con il mondo del calcio si fosse stabilizzato: l’Arquata saldamente al comando, promesse che sembravano mantenute e progetti ambiziosi all’orizzonte.

Sembrava, appunto. Ma il 2011 non si è aperto bene per l’imprenditore romano. Anzi, peggio non si poteva aprire. Prima mister Vagnoni che lascia l’incarico con dure parole d’addio (‘io al macello non vado. Potevamo vincere il campionato…invece solo promesse!) alla vigilia del turno infrasettimanale con la Torrese perso per 3-0, poi la squadra, quasi al completo, molla tutto e non si presenta agli ultimi due scontri, con Torrese e P.S. Elpidio (sconfitta per 2-0) costringendo di schierare un ‘undici’ arrangiato in fretta e furia e completato con i tesserati della società di calcio a cinque. Ora la rottura è ufficializzata da un fresco comunicato di oggi, in cui, allenatore e giocatori dichiarano che non ne potevano più di ‘comportamenti poco chiari’.

Ecco il testo: ‘Questo comunicato è stato scritto congiuntamente dall’allenatore e da gran parte dei giocatori dell’A.S.D. Arquata Football Club. Nonostante l’amarezza e il disappunto, preferiamo non addentrarci nei particolari. Ma se una squadra, prima in classifica dall’inizio del campionato, decide di non scendere in campo avrà sicuramente dei buoni motivi. Abbiamo deciso di prenderci un periodo di riflessione in quanto riteniamo di avere ancora una dignità. Sicuramente non è nostro compito giudicare alcuni comportamenti poco chiari, noi siamo giocatori e soprattutto uomini conosciuti in ambito sportivo regionale che si sono sempre contraddistinti per la passione, la serietà e dedizione allo sport. Questa è senza ombra di dubbio l’occasione per svolgere autocritica, infatti abbiamo sbagliato noi in primis a credere in progetti faraonici che non si sono poi concretizzati, talmente infondati che abbiamo dovuto autofinanziarci dei costi di alcune trasferte. Siamo coscienti dei problemi che affliggono l’economia italiana, quindi per mesi abbiamo compreso le difficoltà ed avremmo continuato a farlo a condizione che ci fossero state fin dall’inizio chiarezza e sincerità. Infatti nel mese di Dicembre alcuni giocatori hanno chiesto di poter cambiare squadra per motivi logistici e di lavoro, purtroppo è stata negata anche la possibilità di svincolo. Concludiamo rinnovando il nostro amore per il calcio e, per evitare giudizi affrettati, intendiamo comunicare che siamo disposti ancora ad onorare il campionato a condizione che il presidente rispetti tutti gli impegni presi. in caso contrario lo saremmo ugualmente anche senza alcun rimborso spese ma con una dirigenza diversa’.


Non tutti, come già detto, hanno seguito la strada dello scontro: sono rimasti il capitano Claudio Pierantozzi, i fratelli Dion e Alex Gibbs, Luca Valentini, Paolo De Luca, Roberto Marchegiani e i fuoriquota Armillei, Silvestri e De Signoribus, che sono regolarmente scesi in campo, sotto la guida tecnica di Massimo Pirozzi, ex sangiorgese ed ex giocatore dell’Arquata, tesserato repentinamente fino a fine anno. Altrettanto rapida è stata, però, anche la risposta di Mongardini al comunicato. Il patron, che non vuole che si ripeta una storia d’amore interrotta come ai tempi del Centobuchi, ha prontamente smentito qualsiasi accusa dei suoi, ancora per il momento, tesserati. Anzi, rincara la dose accusando gli stessi di scarso attaccamento alla maglia e serietà nei suoi confronti, oltre che dell’aver approfittato del nome della società per fini personali. Riportiamo solo alcuni stralci, per motivi di spazio, della lunga e incisiva replica del presidente.


“Cari giocatori, parlate di amarezza e disappunto per quanto accaduto (…), mi pare di capire che non vi siete resi conto di come vi siete comportati nei miei riguardi, ovvero, mancandomi di rispetto. Ora, forse vi sentite in colpa. Troppo tardi! Sappiate, che una ASD non è una mucca da mungere, come credeva la maggior parte di voi. Caro mister, adesso lei passerà, sicuramente, come capro espiatorio che si erge a difesa dei giocatori rimasti a lei fedeli, anche se devo ammettere che non tutte le colpe sono sue. Mi preme sottolineare che questa è la quarta squadra che ha allenato in altrettanti anni senza lasciare un buon ricordo. Penso che un motivo ci sarà. Anche a voi giocatori che professionisti non siete, ma che giocate nei Dilettanti (…) dovreste solo vergognarvi. Vi ricordo, che non sono mai stati fatti progetti faraonici, da parte mia. Tutto quello che vi ho promesso, ho mantenuto e dato, dall’abbigliamento sportivo, (…)ai pulmini per le
trasferte, con spese a mio carico, pranzi nei ristoranti prima della gara sia in trasferta che in casa (…). Nell’occasione, come nelle vostre abitudini, avete fatto buon viso a cattivo gioco comportandovi così da ipocriti(…). Assolutamente falso la tesi che vi siete autofinanziati: i pranzi al ristorante prima della gara, disponibilità di mezzi di trasporto e benzina tutto a mio carico. Una cosa è certa: voi non amate il calcio perchè se così fosse in occasione delle partite con la Torrese e Porto Sant’Elpidio non avreste rinunciato a presentarvi in campo. Il vostro comportamento va stigmatizzato giudicandovi veri “mercenari” pronti a venir meno ad un
impegno preso con la società
(…).
Questo è quanto. La telenovela, a quanto si apprende nell’ambiente dell’Arquata, potrebbe avere delle nuove puntate già in questa settimana, prima della sfida con la Vigor Pollenza. Intanto la vetta è lontana sei punti, ma ora come ora l’importante è guardarsi alle spalle.

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