OFFIDA – Dopo la recente approvazione del bilancio di previsione del Comune di Offida, interviene il consigliere comunale Geremia Acciarri, non senza polemiche: “Da notizie riportate dalla stampa, la riduzione dei trasferimenti sarebbe di 150mila euro, nonostante il bilancio di previsione ne abbia evidenziati circa 115mila. Dove siano finiti gli altri 35 mila cercheremo di capirlo”.

Secondo Acciarri, il recupero potrebbe essere attuato tagliando le spese inutili o comunque non rientranti nelle priorità dell’ente. “Si ha una bella faccia tosta – prosegue il consigliere del gruppo misto – a pretendere un aumento del 50% della tariffa della mensa quando ci si impegna a dare al Consorzio Universitario Piceno, oltre 80mila euro all’anno derivanti dalla partecipazione del 4% e dalla quota indiretta detenuta tramite l’Unione dei comuni, altro 2%”.

Inoltre, il consigliere suggerisce di far realizzare gli impianti fotovoltaici al Consind, invece che ad Energie Offida e riprenderci gli oltre 100mila euro annui che sono stati assegnati alla stessa società e derivanti dall’uso e dalla parziale vendita dell’immobile di Porto d’Ascoli ex Vannicola.

“Ricordo poi- continua Acciarri- che andrebbero attuati agli indirizzi espressi all’inizio del mandato da questa Amministrazione in merito alla destinazione dei fondi derivanti dalla vendita degli immobili, sempre della ex Vannicola, siti nel comune di Offida. Considerando che non si vuole investire nelle strutture, probabilmente ritenute efficienti, le risorse derivanti dalle alienazioni potrebbero essere utilizzate per ridurre l’indebitamento, destinando il risparmio sulla rata di mutuo alla copertura del costo dei servizi, senza dover aumentare la mensa o prevedere tariffe esagerate per il trasporto scolastico”.

In realtà, aldilà del taglio dei trasferimenti, quello che preoccupa di più Acciarri oltre all’indebitamento indiretto dovuto alla gestione delle partecipate, che più volte ha segnalato, è la previsione di alcune poste di bilancio, come la capacità di incassare la supposta evasione tributaria, quantificata da anni in circa 140mila euro annui ma incassata sempre per meno della metà e l’aumento delle previsioni delle multe da 110mila a 210mila euro.

“Ci si potrebbe poi avventurare- conclude Acciarri- anche a suggerimenti in merito la riduzione degli apparati politici e burocratici, anche di secondo livello (ambiti, consorzi turistici) con le relative spese, ma questa, si sa, è un’altra storia. Vuoi vedere che a far saltare il bilancio del Comune non sarà la messa in liquidazione del Consind, ma gli automobilisti sempre più disciplinati?”.

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