ASCOLI PICENO – Cade un’altra ipotesi. Una tesi remota ma comunque possibile: quella che il padre avesse comprato tre biglietti  per depistare le indagini, dato che sembrava che nessuno avesse visto le piccole durante il viaggio e tantomeno in Italia, dove il padre è poi sbarcato per raggiungere la Puglia per suicidarsi.

Sembrava, appunto. Perchè da oggi ci sono tre testimoni in più della vicenda. Tre persone che al procuratore di Marsiglia, la città da dove è partito il traghetto  per la Corsica, avrebbero affermato che le bimbe “erano sul traghetto”, assieme al padre, nella sera del 31 gennaio.

La speranza era che il padre avesse affidato le piccole a qualcuno prima di inziare il suo viaggio verso l’Italia, e  che avesse voluto farlo di nascosto, magari seminando falsi indizi.

Così non è, a quanto pare, perchè ora i testimoni del viaggio ci sono. Un altro piccolo cerchio geografico si stringe sulla vicenda. Ora è sicuro che le piccole abbiano lasciato Marsiglia e la Francia.

Intanto nuovi aggiornamenti riguardano le buste inviate dal padre alla moglie contenenti il denaro che l’uomo aveva ritirato in acluni bancomat di Marsiglia prima della partenza. Nelle due di cui si sapeva da ieri, quelle intercettate in una cassetta delle lettere in disuso presso la stazione di Cerignola, dove l’uomo si è suicidato, ci sarebbero stati soltanto 1500 euro in contanti. Il resto, altri 5000 euro, sono stati recapitati regolarmente nell’abitazione della donna in Svizzera dal servizio postale. Sulle otto missive contenenti tutte banconote da 50 euro, ci sarebbe il timbro del centro di smistamento postale di Bari, per cui anche quelle sono state inviate dalla Puglia.

Le ricerche proseguono  su tutta la regione.

La vicenda, anzichè schiarirsi, si complica. Che ne ha fatto Matthias Schepp delle piccole Livia e Alessia? “Non avrebbe mai fatto del male alle figlie, le amava troppo”, hanno affermato alcuni parenti.

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