ASCOLI PICENO – La Rai, per i festeggiamenti dei 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha deciso di far rivisitare all’ascolano Giovanni Allevi l’Inno di Mameli e di farglielo dirigere alla testa dell’Orchestra Sinfonica Nazionale del primo canale.

Questo fatto ha sollevato le critiche di Gian Luigi Zampieri , direttore d’orchestra e docente al conservatorio di musica “Refice” di Frosinone: “Rappresenta l’acme della vergogna per la già bistrattata cultura italica”.

Secondo Zampieri, a questo si aggiunga che l’operazione commerciale cui i vertici Rai si sono resi complici comporta che per tutto il 2011 la versione Allevi, sarà sigla di apertura dei programmi di Radio Rai con conseguente pagamento di diritti Siae per aver revisionato il pezzo.

“Allevi – incalza Zampieri – è la peggior espressione del progetto di mediocrizzare il concetto di Musica colta, un falso modello per i giovani che studiano musica dentro e fuori dai Conservatori, un ostacolo abnorme per chi opera, insegna, agisce nelle Istituzioni musicali con serietà, preparazione e cultura”.

Il docente di musica invita tutti a firmare una petizione che chieda alla Dirigenza Rai di fare un passo indietro. Sono state raccolte dal 28 gennaio al 16 febbraio più di duemila e cinquecento sottoscrizioni.

Non solo da Frosinone, ma anche dal vicino fermano, giungono critiche pesanti verso Allevi. Da parte di Euro Teodori, membro dell’associazione culturale “DiversoInverso” di Monterubbiano.

L’ottantaseienne compositore, insegnante di conservatorio, direttore d’orchestra che ha partecipato alla Guerra di Liberazione (ci tiene a sottolinearlo), commenta  il fatto in modo aspro: “Faccio un appello al Governo per evitare che questi indegni opportunisti nomino persino la parola Cultura e rappresentino l’Italia”.

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