ASCOLI PICENO – Sei milioni. E’ l’offerta più volte ripetuta in questi gioni ma che da venerdì sera ha un valore concreto. Piero Palatroni, ascolano 46enne a capo di una cordata di sei imprenditori, ha ufficialmente formulato l’offerta di acquisto della società Ascoli Calcio. Ora il patron Roberto Benigni ha sette giorni di tempo per decidere.

Sei milioni saranno soltanto sufficienti a pagare le spese e i debiti accumulati nella stagione in corso.

Ma la massa debitoria è di molto superiore e qualcuno dovrà coprirla. I contributi della Lega di B che ogni squadra ha diritto ad “intascare” sono molto più elevati, anche in rapporto alle spese,  di quelli che vengono versati in Lega Pro. Per questo mantenere la  categoria è fondamentale, non tanto, in questo momento, per una questione di prestigio quanto per un discorso esclusivamente  economico. Grazie a quei contributi l’Ascoli potrebbe riuscire a tamponare parte dei passivi. E in serie B si potrebbero spalmare i debiti in pochi anni, in Lega Pro ce ne vorrebbero venti…La differenza c’è.

Ma un altro ruolo cruciale potrebbe assumerlo la questione relativa al centro sportivo Città di Ascoli. L’Azzurra Free Time, cui Palatroni è socio, così come l’Ascoli Calcio, ne è proprietaria e attualmente l’area in cui si trova è a destinazione d’uso esclusivamente “sportivo e ricreativo”, con  consegnuente limite di fruibilità e di investimenti.

Infine il parco giocatori. Anche qui, alcuni giocatori hanno il loro valore sul mercato e l’Ascoli dalla loro vendita può ricavare cifre consistenti. Pensiamo soltanto al giovane “fatto in casa” Gigi Giorgi.

Ma ora è fondamentale  concentrarsi sul campionato. Proprio per il discorso del mantenimento della categoria cui si faceva riferimento  prima.

Tra pochi minuti il Picchio scenderà in campo contro una diretta concorrente, il Portogruaro: è la  prima di sedici finali per rimanere in serie B

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