ASCOLI PICENO – Corsi e ricorsi storici, si potrebbe dire. Staremo a vedere. Il destino dell’Ascoli Calcio sembra potersi di nuovo intrecciare con quello dell’alta editoria.

Non vogliamo addentrarci  sulle caratteristiche personali e professionali  dei due personaggi in questione, ma l’ambito dell’editoria è comunque  un elemento in comune tra Cino Del Duca e Elido Fazi (per il primo principalmente riviste, per il secondo i libri), e alcune dinamiche potrebbero essere le stesse di oltre cinquant’anni fa.
“Davanti ad un passivo di oltre dodici milioni la situazione era talmente critica – si legge sulla stampa quotidiana locale di quegli anni- “che il presidente Giammiro fece contattare Mario Benvenga, nipote dell’editore Cino Del Duca per lanciare un SOS ad un uomo che, nato in provincia, a Montedinove, era divenuto uno degli editori più importanti a livello francese”.
Messaggio recepito e Del Duca, creatore del quotidiano “Il giorno” e di altre conosciutissime riviste italiane e francesi dell’epoca, nonchè produttore cinematografico, versò un milione di lire nelle casse dell’Ascoli Calcio. Divenne presidente onorario ed in seguito, assieme al fratello Lillo fu vicino alle vicende bianconere, donando anche gli appartamenti di Corso Vittorio Emanuele, tuttora sede della società. Dopo la sua morte la vedova Del Duca versò altri cento milioni nelle casse della società bianconera, base per i futuri successi del Picchio. Ai fratelli Cino e Lillo Del Duca è intitolato lo stadio di Ascoli.
Così è scritto nella ultracentenaria storia dell’Ascoli Calcio. Storia che ogni tifoso conosce e  che spera un giorno possa ripetersi, magari partendo dalle stesse difficoltà di allora. “Davanti ad un passivo di oltre dodici milioni”, era scritto su un quotidiano dell’epoca. Allora erano lire; oggi parliamo di euro. Ma la cifra non è molto differente.

Torniamo ai giorni nostri. Piero Palatroni, l’imprenditore ascolano a capo della cordata che ha formulato la proposta di acquisto per la società Ascoli Calcio, e che entro venerdì aspetta una risposta dal presidente Benigni, sta cercando di coinvolgere l’imprenditore, editore, scrittore e poeta Elido Fazi, originario di Acquasanta Terme e vicino alla squadra fin da bambino, per cercare di convincerlo a dare una mano alla cordata che intende rilevare il sodalizio bianconero.
Fazi, proprietario della omonima casa editrice, si è detto disponibile almeno a valutare la cosa. “Più volte in passato mi è stato proposto di dare una mano alla società, forse perché si pensa che gli editori sono pieni di soldi… Ma chi si occupa di libri sa bene che non è proprio così… – afferma Fazi ad Affariitaliani.it.  “Quanto alla cordata per salvare l’Ascoli – spiega – confermo che sono stato contattato. Premesso che sono a Roma e che la mia principale attività sono e restano i libri, domani in tarda mattinata parteciperò a un incontro per capire bene qual è la situazione. Prima di prendere qualsiasi decisione voglio vedere le carte di persona. Da ragazzino andavo allo stadio a tifare Ascoli. E’ normale che il futuro della squadra mi stia a cuore. Ma, ripeto, la mia eventuale partecipazione alla cordata la discuteremo domani…”.

Domani mercoledì a mezzogiorno, dunque, a Roma, l’incontro che potrebbe aprire nuovi scenari.

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