ASCOLI PICENO – Martedì il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Provincia di Pescara contro l’aumento del pedaggio autostradale, scattato la scorsa estate, finalizzato a far pagare agli automobilisti una quota come pedaggio per l’attraversamento dell’asse attrezzato.
Sempre martedì, nelle lande picene giunge anche la notizia che il Tar Lazio ha anche annullato il decreto ministeriale che ha aumentato le tariffe sulle strade che si interconnettono con autostrade e raccordi autostradali in gestione dell’Anas, compreso il Grande Raccordo Anulare di Roma.
Il Tar ha accolto i ricorsi di molti enti locali, tra cui la provincia di Roma. Il cui presidente, Nicola Zingaretti, dice: ”Il Tar seppellisce definitivamente la volontà del Governo di introdurre i pedaggi sul Gra”. La presidente della Regione Lazio, Polverini: ”Vittoria dei cittadini”.

Più in generale, martedì il Tar del Lazio ha disposto l’annullamento del decreto ministeriale che ha aumentato le tariffe sulle strade che si interconnettono con autostrade e raccordi autostradali in gestione diretta dell’Anas.
A questo proposito, intervengono il segretario provinciale del Pd Antimo Di Francesco e il consigliere provinciale del Pd Emidio Mandozzi, due degli alfieri della protesta democrat contro l’imminenza del pedaggio e la presunta inerzia della giunta provinciale di centrodestra.

“La notizia era attesa da molti, compresi i cittadini piceni. Perché il Tribunale amministrativo regionale, annullando il decreto ministeriale sugli aumenti delle nuove tariffe riguardo ai pedaggi sul Gra di Roma, sui raccordi autostradali e tratti stradali in gestione diretta dell’Anas, di fatto annulla anche il rischio dell’introduzione del pedaggio sull’Ascoli-Mare previsto per il prossimo 1° maggio”.
Mandozzi e Di Francesco insomma manifestano entusiasmo: “Una sentenza che rende merito all’impegno di quanti si sono attivati ed hanno combattuto la battaglia per annullare il balzello, tra cui il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, insieme a diversi sindaci del Lazio ma anche di Firenze, Ferrara e Pescara, nonché della regione Toscana, e del Movimento dei cittadini. In tanti si sono battuti, ma non certo la Provincia di Ascoli, ancora una volta immersa nel suo assordante silenzio. Mentre il Presidente Celani era intento a fare anticamera dal ministro Matteoli, altri percorrevano strade ben più proficue”.
Il Pd poi sostiene di aver raccolto ben 8500 firme in una sola settimana di mobilitazione.

“Secondo i giudici amministrativi – affermano Di Francesco e Mandozzi – è fondato il motivo di ricorso secondo il quale il decreto impugnato avrebbe individuato caselli o stazioni di esazione collocati in luoghi non direttamente o comunque non necessariamente interconnessi con tratte autostradali per le quali è stato imposto il pagamento di un pedaggio, con conseguente imposizione agli automobilisti di una prestazione patrimoniale aggiuntiva che prescinderebbe dall’utilizzo in concreto del tratto viario interessato dal pedaggio”.

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