ASCOLI PICENO – “Potrei entrare nella cordata con una quota, ma la cosa posso valutarla solo quando avrò un quadro reale delle situazione. Al momento non so nulla”. Così, in sintesi, l’editore originario di Acquasatna Terme Elido Fazi, proprietario della omonima e nota casa editrice, dopo l’incontro avuto questa mattina a Roma con il sindaco Guido Castelli. Un incontro già in programma da tempo per dare avvio al progetto di un  festival della Letteratura che si svolgerà ad Ascoli, ma durante il quale si è parlato anche dell’Ascoli Calcio e della possibilità da parte dell’editore di entrare nella cordata “di salvataggio” guidata da Piero Palatroni. “A dire il vero – precisa però Fazi – io non ho avuto contatti con nessuno. Sono stato avvicinato all’Ascoli Calcio e non ho detto di no, ma nessuno mi ha fatto proposte“.

Alcuni contatti tra l’Ascoli Calcio e Fazi ci furono già  sul finire degli anni 90. “L”Ascoli era in C, -ricorda Fazi – fui contattato dalla figlia di Benigni, ma non se ne fece nulla. Pensavo che l’Ascoli fosse in vendita ma quando parlai col presidente scoprii che non era così. Ultimamente ho avuto modo soltanto di parlare con il direttore sportivo, e ora con il sindaco”.

Sulla possibilità di aiutare l’Ascoli,  “confermo quanto già  anticipato. Sono disponibile a dare una mano qualora ci fossero i presupposti. Ma al momento non è dato saperlo, speravo che oggi mi fosse data l’opportunità di guardare le carte e capire la situazione, ma evidentemente neanche il sindaco ne è al corrente “.

Insomma al momento non sono scoperte tutte le carte.  E’ da valutare soprattutto lo stato patrimoniale della squadra: in un processo di compravendita, ognuno fa una stima dal proprio punto di vista, secondo la propria posizione. E fin quando la situazione non sarà chiara, è difficile che altri imprenditori possano offrire un reale contributo  “al buio”. Lo aveva detto anche Paltroni dopo la vittoria interna contro il Portogruaro: “alcune situazioni non sono chiare, quando lo saranno sono sicuro che anche altri  si faranno avanti”.

Ma intanto entro venerdì il presidente Benigni dovrà dare risposta alla prima ufficiale offerta di vendita di Palatroni: circa sei milioni, utili a ripianare solo una parte dei debiti.

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