ASCOLI PICENO – “Salviamo il parco dell’Annunziata dalle motoseghe”: la mobilitazione con tanto di visione apocalittica è del circolo ascolano di Legambiente, mentre in questi giorni si parla dei trecentomila euro stanziati tramite mutuo nel Piano pluriennale delle Opere Pubbliche del Comune per quella che il sindaco Guido Castelli definisce una “cura e valorizzazione del verde esistente, perchè vogliamo evitare che come accade adesso si pensi all’Annunziata come ad una giungla. Preserveremo il verde e installeremo i giusti arredi”.
Ma Legambiente sembra voler dare un’interpretazione diversa delle parole del sindaco, e afferma in una nota: “Vogliamo precisare che i boschi urbani sono tutelati dalla legge e che Legambiente protesterà in tutti i modi contro l’intervento di taglio di piante ad alto fusto che l’Amministrazione comunale si appresta a fare sull’Annunziata. In base alla Legge, un territorio coperto da bosco è da ritenersi sottoposto a vincolo, anche se non è incluso tra i boschi dal Piano Paesistico Ambientale Regionale (PPAR). Vorremmo che il Comune illustrasse pubblicamente il Progetto e le sue intenzioni d’intervento, visto che i soldi ci sono, e ricordiamo che sono soldi di tutti noi cittadini e che il Sindaco deve rendere conto all’intera cittadinanza di come li spende”.

Ma qual’è il timore, precisamente, dell’associazione ambientalista? Quello che un bosco urbano si trasformi in una sorta di “giardinetto” senza più l’attuale varietà di specie arboree.

“Stiamo valutando come coinvolgere la cittadinanza e tutte le possibili azioni legali per bloccare questo progetto”, dicono indignati gli ambientalisti.
E poi l’allarme lanciato sul presunto impoverimento del patrimonio arboreo autoctono della città di Travertino. A questo proposito citano il progetto del giardinetto di Porta Romana “dove sono state tagliate piante autoctone e non per sostituirle con palme che invece sono autoctone in Tunisia”.

“Inoltre – conclude Legambiente – è grave è che l’Amministrazione comunale dia retta ad alcuni sedicenti esperti del verde e di beni monumentali che vanno predicando ormai da anni il taglio di tutte le piante, perché secondo loro deturperebbero la visuale dei monumenti di Ascoli, dimenticandosi che l’Italia è piena di monumenti che sono resi ancora più belli dalla presenza delle essenze arboree. Ricordiamo ai nostri amministratori che ogni volta che si tagliano gli alberi presenti su un terreno in pendenza, si aumenta in modo esponenziale il rischio di frane e smottamenti. Eppure si continua a tagliare, e questi tagli stanno modificando progressivamente il volto della nostra città, che sta diventando una città sempre più brutta e spoglia”.

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