ASCOLI PICENO – Sulla situazione della società consortile Piceno Sviluppo, raccogliamo l’opinione di Massimo Rossi, già presidente della Provincia di Ascoli.
“Forse è vero che oggi quella società grava troppo sulle casse della Provincia. Ma va anche detto che non vende beni di consumo, perché tratta progetti, idee da articolare e agganciare a delle misure di sostegno finanziario e a degli investimenti. Insomma, dal Governo non arrivano più fondi, l’amministrazione provinciale non riesce più ad attirare investimenti privati. Ma di idee buone ne sono partite, da Piceno Sviluppo”.
Rossi cita un progetto di filiera agroenergetica partito durante il suo mandato di presidente della Provincia. Che prevedeva la manutenzione boschiva, la produzione di pellet in uno stabilimento realizzato da un privato nella zona montana, la riconversione degli impianti energetici negli edifici pubblici della Provincia. Quindi nuova occupazione, sostenibilità, prevenzione degli incendi. Tutto assieme. Bella idea, no? Peccato che poi non si concretizzò nulla, e per Rossi la colpa non fu né della Provincia né di Piceno Sviluppo, ma della mancanza di finanziamenti per far partire il progetto.
Oggi, però. Guardiamo all’oggi. Che dice Rossi dell’oggi?
“Oggi i costi per mantenere in vita quella società sono troppo alti, è vero. Ma i dipendenti vanno ricollocati, e anche la società potrebbe essere riconvertita, tenuta in vita per altri scopi, che prescindano dai Patti Territoriali ormai conclusi. Vorrei dire a Celani, che non si viene eletti solo per liquidare, ma anche per far crescere, coltivare, progettare. Non si può solo tagliare, senza mettere mai il concime. Altrimenti non cresce nulla”.

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