ASCOLI PICENO – Sulla carta era lo scontro “testacoda” di questa giornata, sul campo i 31 punti di distacco non si sono visti, anzi. Se c’è qualcuno che meritava la vittoria, quel qualcuno non era certo la capolista. Ascoli e Atalanta fanno 1-1 dopo una partita giocata a viso aperto, dove i bianconeri sono stati per diversi momenti padroni del gioco, spaventando Bellini e compagni. Dopo essere andati in vantaggio, però, hanno subito il ritorno dei bergamaschi, subendo il pareggio di Doni, su calcio d’angolo.
Castori conferma l’undici disposto a diamante, con Giorgi in panchina, come da previsione. Colantuono, invece, sceglie Marilungo e Ruopolo. In panchina Tiribocchi, Doni e Bjelanovic (scusate se è poco…).
Primo quarto d’ora di partita che scivola tranquillo, ma dopo la quiete ecco la tempesta: un cross da destra viene buttato dentro di testa da Cristiano che, tagliando da dietro, era in posizione regolare. Il guardalinee, però, giudica attiva quella di Lupoli, che non arriva a deviare la palla, e Stefanini annulla. La rabbia dei bianconeri è alle stelle, dopo che, quasi a metterci il carico, sull’azione seguente non viene fermato Marilungo, sempre in posizione dubbia, involato a porta.

Le sfavorevoli decisioni arbitrali non fanno altro che sprigionare ancora di più la tenacia dei ragazzi di Castori che non regalano nessun pallone, dimostrandosi gladiatori, proprio come lo stesso allenatore aveva chiesto alla vigilia. Così, contro ogni pronostico, è l’Atalanta che subisce, con Feczesin che regge a meraviglia il reparto offensivo, complice la giornata non proprio perfetta di Lupoli. Ma all’intervallo è 0-0.

La ripresa si apre sulla falsariga dei primi 45’. I bianconeri rubano palle e attaccano a testa bassa. Dopo soli 3’ Lupoli dal limite stoppa di petto e calcia spalle alla porta: a lato di poco. Ma il vantaggio tanto meritato è nell’aria. Al’8 l’attaccante ungherese si procura una punizione sulla sinistra. Pederzoli scodella in mezzo, la sfera rimane intrappolata in area, ma il sinistro potente di Faisca porta via la palla che si infila sotto la traversa. Seconda rete per lo stopper che festeggia sotto la curva sud traboccante di gioia.
L’Atalanta, come per dire ‘ok, smettiamola di scherzare’, inserisce l’artiglieria pesante rimasta in panchina: dentro Tiribocchi e Doni per Marilungo e Bonaventura. La differenza, purtroppo, si nota, almeno nei primi minuti. Gli ospiti chiudono l’Ascoli e collezionano corners. Su uno di questi Doni si smarca con esperienza di Moretti e infila con una zuccata sul secondo palo. E’ il terzo gol dell’ex nazionale fatto al Picchio sui 7 totali. I bianconeri accusano il colpo, anche se al 20’ tornano a farsi sentire con un bel ‘passe a deux’ firmato Lupoli-Feczesin in contropiede, con il diagonale dell’ungherese che costringe Consigli a bloccare in due tempi. L’Ascoli continua a crederci, entra anche Giorgi per Cristiano, ma, per come è strano il calcio, è l’Atalanta a sfiorare il gol su una palla persa da Di Donato in uscita, ma Tiribocchi non è abile abbastanza nello girarsi e concludere in porta.

C’è tempo per un altro episodio dubbio: Feczesin viene atterrato da un contrasto con Manfredini che alza la gamba per spazzare il pallone. Sembra rigore, ma Stefanini vede bene che è l’attaccante ad andare addosso al difensore, in secco anticipo sul tiro. L’ultima occasione è ancora per i padroni di casa: Calderoni anticipa e supera di slancio Ferri appena fuori l’area di rigore. Sul pallone va Pederzoli: il suo destro a mezza altezza aggira la barriera, ma non Consigli che si distende e devia.

Era l’ultima occasione, che fa da paradigma per l’intera gara. L’Ascoli fa gioco, ed imprime una bella lezione all’Atalanta. Peccato che non basti per la classifica. Sempre più buia, sempre più bugiarda.

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