ASCOLI PICENO – Oggi pomeriggio, lunedì 21 marzo, si è radunata la terza commissione della Provincia per occuparsi di formulare il Bilancio da presentare al prossimo consiglio. Un bilancio che verrà affrontato quindi in ritardo rispetto agli altri Enti e ciò, secondo il segretario provinciale del partito Antimo Di Francesco, già di per sé è indicativo della “incongruenza programmatica di questa amministrazione e dell’assenza di un progetto politico”.

Ma ciò che preoccupa di più gli esponenti del Pd è il contenuto del documento. “Non c’è nessuna manovra in direzione del sostegno allo sviluppo economico – continua Di Francesco – soprattutto in considerazione che scadranno molti ammortizzatori sociali. Pochi sono i  fondi destinati all’edilizia scolastica, alle infrastrutture, ai beni culturali”.

La Provincia deve affrontare un passivo di bilancio, ereditato da precedenti amministrazioni, di oltre 5 milioni di euro. “Ma si è pensato di recuperare tale somma attraverso le sanzioni. – spiega invece il consigliere Emidio Mandozzi – Dalle  multe fatte da quattro nuovi autovelox che verranno installati sulle strade provinciali, infatti, si pensa di mettere in cassa quasi due milioni. Ma a parte il fatto che è di recente la notizia delle truffe degli autovelox, – dice  Mandozzi – che coinvolge anche alcuni comuni della nostra provincia, tutti montani (sotto inchiesta gli apparecchi installati a Roccafluvione, Montefortino, Arquata e Acquasanta), siamo però al limite della legittimità burocratica per quello che riguarda l’inserimento di tali voci nel Bilancio, dato che questo dovrebbe basarsi su entrate certe, non previste”.


Secondo il Pd, la Provincia conta di ricavare altre somme anche dalle sanzioni alle agenzie di viaggio (50 mila euro), nel settore caccia e pesca (100mila), nei trasporti pubblici (250 mila euro), o in altri settori come quello dello smaltimento di rifiuti (oltre un milione).

La seconda strada che si intende percorrere per ripianare il debito prevede il censimento dei pozzi di acqua presenti nel territorio e la riscossione degli arretrati a partire dal 2000 ad oggi. Circa 3 milioni di euro saranno ricavati dunque dal recupero di tali canoni presso tutti coloro che nella loro attività beneficiano di pozzi d’acqua. “Non si può chiedere ad un commerciante – continua Mandozzi – ad  un piccolo artigiano o a chiunque utilizzi l’acqua nel proprio lavoro, di pagare arretrati per dieci anni, soprattutto in momento delicato come questo. Andavano coinvolte le associazioni di categoria per trovare insieme una soluzione e stabilire una somma totale che andasse bene a tutti ”.

Il dettaglio delle entrate previste da tale imposta lo fa il consigliere provinciale Lucio D’Angelo, membro della terza commissione-bilancio che in tre giorni (ma il pd chiederà una proroga) dovrà presentare il documento con i vari emendamenti, per poi proporlo al consiglio. “Il totale delle imposte dal 2000 ad oggi   – spiega – è di 8 milioni e 300 mila. Si stima che un 20% sia irrecuperabile. La sola Provincia di Ascoli (senza quella di Fermo) deve riscuotere 3 milioni e 600 mila, ai quali è stato tolto cautelativamente un altro milione. Quindi da questa voce dovrebbero entrare 2 milioni e seicento mila. In totale si conta, tra sanzioni e recupero di tasse,  di ricavare circa sei milioni. Ma molte procedure  sono al limite della ligittimità. A parte il fatto che il bilancio non si fa in tre giorni – sottolinea D’Angelo – il problema è che non si possono inserire entrate che non siano sicure, altrimenti cosa succederà se a fine anno non saranno recuperate tali somme? E’ quasi certo che si andrà di nuovo in deficit”.

“Sappiamo benissimo infatti  – spiega ancora l’ex sindaco di Offida – come finiscono i contenziosi sulle multe: ci sono molti ricorsi, le cause vanno avanti per molti anni e spesso vengono vinte dai trasgressori”.

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