ASCOLI PICENO – Dal pop-rock alla musica popolare, dalla chitarra classica a quella elettrica, il giovane cantautore italiano, terzo classificato alla nona edizione del talent show di Maria De Filippi e vincitore del premio della critica giornalistica, è anche autore del Diario di Amici I sogni fanno rima. Dopo il singolo Di notte, al primo posto della classifica italiana dei singoli, e l’album di debutto Una canzone pop, doppio disco di platino e quarto album più venduto del 2010, è in tour in tutta Italia con il suo secondo album Distrattamente. Lo abbiamo ascoltato dopo l’esibizione al Teatro Ventidio Basso di Ascoli, sabato 26 marzo.

Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Ho iniziato ascoltando i quarantacinque giri di mio padre: Beatles, Pink Floyd. Poi ho conosciuto De Gregori, De Andrè, Rino Gaetano, Venditti ai quali tuttora mi ispiro musicalmente. Se non ci fossero stati loro oggi non ci saremmo neanche noi. Oltretutto i cantautori attualmente sono in un periodo di crisi.

Hai scritto testo e musica di Per tutte le volte che, cantata da Valerio Scanu e vincitrice del Festival di Sanremo 2010. Non hai desiderato neanche per un istante stare al posto del tuo collega?

No, perché se è andata così bene è per un cocktail di elementi: il mio testo, l’interpretazione di Scanu e la collaborazione di Alessandra Amoroso nel duetto a Sanremo. Abbiamo fatto squadra e se non fosse stato così il risultato non sarebbe stato lo stesso.

Quella canzone era autobiografica?

Sicuramente sì: tutto quello che compongo rappresenta il mio mondo; in tutto ciò che scrivo mi piace raccontare le cose che vedo e vivo, sarei incapace di fare diversamente.

Il canto: studio o talento innato?

La musica è strettamente collegata a qualcosa di didattico ma la voce è innata. Personalmente ho frequentato il conservatorio ma principalmente lì ho studiato chitarra. Comunque mi piace essere istintivo quando mi esibisco sul palco.

La tua famiglia ti ha sempre appoggiato in questo percorso?

Sempre, anche sovvenzionando i miei studi in materia che hanno costi elevati così come gli strumenti musicali. Da parte mia ho cercato di arrangiarmi con dei lavori saltuari, soprattutto facendo piccoli concerti nei pub e nelle piazze in cui mi pagavano 50 o 100 euro al massimo!

Amici: trampolino di lancio o esperienza di vita?

Entrambi perché è grazie a quel programma che io oggi sono qui a fare concerti, firmare autografi e rilasciare interviste ma è stata anche una grande esperienza di vita poiché 6 mesi di reclusione non sono pochi… è complicato da spiegare ma credo che la gente a casa non si renda conto di cosa significhi stare chiusi in quel contesto, cosa si prova e le reazioni, anche esagerate, che ne possono scaturire.

Sei autore di I sogni fanno rima. Avevi mai scritto un libro prima?

No, è stata la mia prima esperienza e spero di poterlo fare ancora perché è stata molto bella! La prosa è diversa dalla composizione di un testo musicale perché è più libera, non sei vincolato ai versi ed alla metrica.

Come è cambiata la tua vita dopo il successo?

La mia personalità non è cambiata poi molto: ciò che è cambiato è tutto ciò che mi sta intorno: anche prima scrivevo, suonavo e cantavo ma non erano molte le persone che venivano a vedermi, alcune magari venivano solo per mangiare nel locale in cui mi esibivo… Oggi invece le persone mi seguono, acquistano i biglietti e questo ovviamente mi rende felice. Credo e spero, però, che il mio ego non si sia ingrandito per questo, anche se dovrebbero essere gli altri a dirlo.

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