ASCOLI PICENO – L’investimento nello sviluppo delle risorse umane si può considerare il più redditizio per le imprese, se è vero che nel lungo termine comporta una produttività superiore del 30% e garantisce una più lunga permanenza sul mercato, in confronto ai livelli raggiunti dalle aziende che non curano la formazione dei propri dipendenti.

Con questo messaggio Carlo Travaglini, titolare della società di consulenza Lian, ha aperto il 29 marzo il convegno Formazione di impresa e finanziamenti europei, organizzato presso la Sala dei Savi del Palazzo dei Capitani su iniziativa dell’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Ascoli, Massimiliano Di Micco.

Oltre a sottolineare il ruolo chiave della formazione di qualità, Travaglini ha descritto efficacemente i vantaggi dei Fondi paritetici interprofessionali, di cui le imprese possono usufruire a costo zero per finanziare attività di formazione e consulenza.

Il convegno è nato dall’esigenza di rilanciare la propensione e la capacità di fare impresa nella provincia di Ascoli, ultima in classifica a tale riguardo secondo una ricerca pubblicata dal Sole 24 Ore“, ha specificato il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, intervenuto brevemente insieme al presidente della Provincia, Piero Celani. “È fondamentale accelerare il passaggio dalla cultura del posto alla cultura del lavoro”, ha dichiarato Celani, riferendosi alla tendenza radicata nella nostra zona di andare alla ricerca di un posto da dipendente, preferito all’idea di un lavoro autonomo o imprenditoriale. “Il Piceno è rimasto compresso tra l’effervescenza del bacino calzaturiero fermano e della Val Vibrata, favorita dall’insediamento di grandi aziende manifatturiere con i contributi della Cassa del Mezzogiorno negli anni Settanta, e non ha avuto incentivi a sviluppare una propria mentalità imprenditoriale. Ora dobbiamo recuperare questo divario”.

Un aiuto può venire dalla comunicazione, ma secondo Ilaria Roccasecca, consulente e docente di comunicazione e marketing, è arrivato il momento di guardare oltre le tecniche e i criteri seguiti finora. Nell’era delle reti sociali, la comunicazione viaggia online e la pubblicità tradizionale perde efficacia rispetto al passaparola, che può fare la fortuna o la rovina di un prodotto o di un servizio.

Da segnalare anche gli interventi di Renato Pierantozzi, consulente e formatore, Carla Urbani, addetta al servizio Formazione professionale e politiche attive del lavoro della Provincia di Ascoli, e dell’imprenditrice Emanuela Cretara.

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