ASCOLI PICENO – Professore di Fisica presso l’Università di Firenze, Marino Maglietta è fra i docenti del corso di formazione post laurea in Mediazione Familiare organizzato ad Ascoli Piceno. Socio onorario dell’AIMeF, Associazione Italiana Mediatori Familiari e membro della Consulta Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza Gianni Rodari, ha contribuito sostanzialmente alla redazione dei testi base della legge 54/2006 sull’affidamento condiviso attraverso la modifica dell’articolo 155 del Codice civile. Dal 1993 è fondatore e presidente dell’associazione Crescere Insieme finalizzata alla promozione dell’affido condiviso e della pratica della mediazione familiare.

Quali sono le principali innovazioni apportate dalla riforma del 2006?

Passare da un modello monogenitoriale, centrato sul forte interesse degli adulti ad essere il genitore affidatario (che si tiene i figli e la casa e riceve denaro dall’altro), ad uno centrato sul diritto del bambino ad avere ancora vicini entrambi i genitori, eliminando il principale motivo di lite, la possibilità di diventare il genitore “prevalente” e quindi l’adulto privilegiato.

Qual è la posizione della magistratura a riguardo?

In prevalenza è ben decisa a ignorare la riforma.

Ѐ davvero innovativa o a livello pratico giudici e legali continuano ad operare secondo il vecchio sistema dell’affidamento monogenitoriale?

L’innovazione sostanzialmente non c’è stata: al genitore affidatario si è sostituito il “collocatario”, che la legge assolutamente non prevede e che svolge lo stesso ruolo.

Siamo mentalmente pronti a questo cambiamento o ci vorrebbe forse una maggiore diffusione del nuovo modello di affidamento condiviso, per esempio attraverso campagne informative?

La riforma è partita dal basso, con una forte spinta popolare: ci vorrebbe effettivamente un cambiamento culturale, ma della magistratura.

Come replica a chi accusa la riforma di “sballottare” il minore da una casa all’altra dei genitori separati?

Nel modello monogenitoriale il bambino cambia casa anche più spesso, solo che si fa in modo che ogni volta ci stia talmente poco da non sentirsi a casa sua!

In caso di affidamento condiviso, il genitore che si allontana all’estero con il figlio minorenne senza darne notizia all’altro è perseguibile penalmente?

Purtroppo no: ci si limita a ridefinire la frequentazione.

In quali casi il giudice stabilisce l’affidamento monogenitoriale?

Per legge potrebbe escludere uno dei genitori solo se da lui può venire pregiudizio al figlio; tuttavia si è tentato a lungo di negare il condiviso con i più vari pretesti; conflittualità, età, distanza…

Quali sono le distorsioni interpretative della riforma di cui parla nel suo testoL’Affidamento condiviso?

Sostenere che in nome dell’ “interesse del minore”, visto dal giudice nella monogenitorialità, gli si possano negare diritti indisponibili come la bigenitorialità: il contrario della legge.

Cosa cambierebbe se venisse approvato il disegno di legge 957?

Oltre a rendere ineludibile la legge in vigore, renderebbe finalmente operativa la mediazione familiare, rendendo obbligatorio sapere cos’è prima di iniziare la lite.

Si vocifera una aperta ostilità dei legali nei confronti della mediazione familiare, sempre più necessaria benché non obbligatoria. Conferma?

Molti avvocati sono anche mediatori. Sono certe loro organizzazioni a carattere “sindacale” che hanno questa ostilità preconcetta.

Come è nata Crescere Insieme?

18 anni fa, proprio per eliminare quel disagio e quelle sofferenze in più che una normativa discriminatoria e conflittuale infliggeva alla famiglia separata. Ma purtroppo per ora è un dialogo con i sordi.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.182 volte, 1 oggi)