ASCOLI PICENO – Il leit-motif è più meno sempre lo stesso da un po’ di tempo a questa parte, con la giunta che si dice “obbligata” a redigere un documento rigido a causa delle grosse passività ereditate dalle precedenti amministrazioni e l’opposizione che la accusa di scarsa, o nulla, progettualità.

E se Rifondazione, Pd e Idv, sono concordi nell’addebitare all’attuale maggioranza il fatto  di non aver dato un indirizzo programmatico ad una manovra che, pur essendo un documento economico, rappresenta la spina dorsale dell’azione amministrativa e dovrebbe quindi contenere le scelte politiche e le priorità di chi governa, Corradetti (Udc) riconosce la presenza, a ingessare la manovra, di enormi debiti fuori bilancio, derivanti principalmente dai troppi contenziosi e dagli indebitamenti. Dall’altra parte Mercuri (Pdl) parla di “Bilancio coraggioso, perchè al contrario di quanto sostiene la minoranza, quella di non fare assunzioni è una scelta, come sono scelte la gestione dei trasferimenti dei dipendenti tra le due nuove province di Ascoli e Fermo e la decisione di convertire i fitti di alcune strutture in acquisti”.

Ma la discussione del Bilancio di quest’anno è alimentata dalla presenza di due nuove voci: quella sulla tassa sui pozzi d’acqua e quella sulle somme derivanti dalla sanzioni stradali a seguito dell’installazione di nuovi autovelox sulle strade provinciali. Il partito democratico, con Mandozzi, D’Angelo e D’Erasmo, accusa la giunta di mettere le “mani in tasca ai cittadini”, riferendosi alle multe che arriveranno dai controllori elettronici di velocità, “specie in un momento di grossa crisi economica di tutto il territorio”. Sulla questione dei pozzi, Massimo Rossi (Rc) rincara la dose delle accuse di scarsa progettualità affermando che quella della riscossione delle tasse sull’utilizzo dell’acqua è una questione esclusivamente tecnica, pertanto di competenza dei dirigenti, e non risponde a nessun indirizzo politico. Sulle due questioni la maggioranza si difende parlando, in riferimento agli autovelox, di misure necessarie per garantire la sicurezza stradale e, sulla tassa dei pozzi, di una imposta presente da dieci anni e mai, ingiustamente, riscossa, ai danni principalmente di chi ha sempre pagato la bolletta dell’acqua.

Ma veniamo ai numeri. Se inizialmente l’Ente contava un ritorno economico dalle sanzioni pari a oltre 2 milioni, Revisori dei Conti e pareri dirigenziali hanno in seguito bocciato la possibilità di poter iscrivere tali somme in Bilancio in quanto si tratterebbe di entrate supposte e non certe. Pertanto nel documento presentato dall’assessore Crescenzi, figura una entrata di 1 milione e 600 mila. “Abbiamo abbassato al minimo il limite nonostante le stime parlino di almeno il doppio di entrate,- ha spiegato – e la metà della somma, come richiesto dalla legge, verrà reinvestita in sicurezza stradale”. Per quello che riguarda la Tassa sui Pozzi le entrate previste si aggirano sui 2.6 milioni con il presidente Celani cha tra le altre cose ha annunciato in apertura di seduta la possibilità di dilazionare negli anni, senza alcun aumento, il pagamento della somma dovuta.

L’Ente, come detto, acquisterà dunque beni immobili azzerando così i fitti passivi ora gravanti sulle casse per l’utilizzo da parte degli uffici tecnici di alcune strutture, come quella dell’ex seminario. Annunciato anche l’ampliamento del Polo scolastico del “Mazzocchi” grazie alla vendita della struttura che ospita l’isituto tecnico per Geometri a Corso di Sotto.

Altre tagli sono previsti dal ridimensionamento delle spese per i dipendenti e per le consulenze esterne.

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