ASCOLI PICENO –   “Facendo seguito alla lettera del presidente Benigni e ai successivi sviluppi degli ultimi giorni, al fine di sgomberare il campo da dubbi e illazioni sulla mia persona, Vi comunico che ho maturato la convinzione di chiamarmi fuori dalla vicenda relativa all’acquisto dell’Ascoli Calcio” . Questo l’incipit della lettera diffusa a mezzo stamap da Piero Palatroni nella quale l’imprenditore annuncia di farsi da parte come capocordata e abbandonare così ogni trattativa di acquisto della società bianconera.

“La decisione, – afferma ancora  nella lettera Palatroni-  seppur sofferta stante la passione e le energie spese nel tentare di realizzare il progetto, credo sia la migliore soprattutto nell’interesse della società. Da questo momento non sarò più il coordinatore e promotore del gruppo che aveva intavolato le trattative né tanto meno il suo rappresentante“.

Palatroni è stato finora punto di riferimento del gruppo di imprenditori che stanno cercando di rilevare la società bianconera, alle prese con grossi problemi finanziari. La trattativa con Benigni non è però mai decollata del tutto. Rumors riferiscono di dissapori tra i due che avrebbero bloccato la gestione del passaggio di proprietà. A tutt’oggi comunque il presidente Benigni ha annunciato di non aver ricevuto offerte ufficiali da parte di nessuno e aspetta proposte concrete. Ma da quanto affermato da un componente della cordata, l’editore Fazi, si intuisce che  non tutti gli altri membri sono graditi da Benigni come intermediari della trattativa, mentre alla trasmissione Picenotime.it il presidente ha dichiarato di voler cedere la società, ma solo a certe condizioni: “Non servono dieci persone per parlare…”, e ancora: “Ci sono buoni elementi nella cordata, e se dovessero formulare una proposta concreta da parte mia non ci sarebbero problemi”.

In ogni caso l’ago della bilancia della trattativa è rappresentato dalla somma debitoria accumulata dalla società. Chi deve “caricarsi” milioni di passivo che gravano sulle casse di Corso Vittorio Emanuele? Gli imprenditori sarebbero disposti a rilevarne una parte soltanto (non scendiamo per il momento in un valzer di numeri); Benigni sostiene che lui non avrebbe nessun guadagno dalla vendita ma è giusto che chi compra si faccia carico anche di tutte le passività (“Sono le stesse di quando io, da solo, rilevai la società nel ’95; ora loro sono in tanti”).

Tornando a Palatroni, l’imprenditore si defila ma rimane comunque a disposizione per dare il suo contributo, da sempre annunciato e promesso.

“Qualora i restanti membri, – afferma – insieme o singolarmente, riuscissero nell’intento che ci eravamo proposti, manterrò la parola data e, se non sgradito, darò il contributo economico che avevo promesso. Ringrazio pubblicamente tutto il gruppo di imprenditori che hanno condiviso con me questi ultimi mesi fornendomi un continuo supporto in termini di solidarietà e, cosa di cui gli sono maggiormente grato, di amicizia e umanità”.

“Ringrazio le istituzioni pubbliche e sportive che hanno creduto al progetto e si sono adoperate per farlo decollare.  – conclude Paltroni – Il mio pensiero finale è per i tifosi che mi hanno accompagnato in questa avventura spingendomi con calore e pazienza. Sperando di non averli illusi prima e delusi poi, garantisco loro di aver speso tutte le energie spendibili e qualcuna in più per il buon fine del progetto. Auguro all’Ascoli Calcio un futuro degno delle sue tradizioni”.

Ma ora chi porterà avanti la trattativa, o assumerà il compito di mettersi a capo della cordata di imprenditori? Il più accreditato è l’industriale farmaceutico Francesco Bellini, il quale, pur vivendo in Canada, non di rado torna ad Ascoli per assistere alle gare interne del Picchio. Bellini è già uno dei componenti della cordata e ha dichiarato di voler dare il suo concreto contributo alla causa del salvataggio del sodalizio di Corso Vittorio Emanuele. Di recente ha incontrato Fazi, Paltroni e lo stesso Benigni. La sua passione per i colori non sembra essere in discussione, tantomeno ci sarebbero dubbi sulla solidità economica che potrebbe garantire. Proprio per questo i ragazzi del” tifometro bianconero” gli hanno scritto due giorni fa un accorata lettera con un invito a rilevare la società.

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