ASCOLI PICENO – In una lunga intervista concessa telefonicamente al programma ‘Il Bianco & il Nero‘ andato in onda ieri sera su RadioStudio99, Piero Palatroni, che in un comunicato della scorsa settimana aveva dichiarato di non volerne più sapere delle trattative di compravendita dell’Ascoli calcio, ha smentito tutto. Ma andiamo con ordine.

Una settimana fa, sempre ospite a ‘Il Bianco & il Nero’, l’imprenditore Elido Fazi ufficializzava il malcontento del presidente Benigni verso ‘qualcuno’ dei componenti della cordata Palatroni, non facendo nomi, ma tutti ormai capivano che i destinatari della missiva presidenziale erano lo stesso capocordata e Giancarlo Romanucci. Così, giovedì scorso, 14 aprile, un comunicato del titolare dell’Arca recitava: ”Facendo seguito alla lettera del presidente Benigni(…), Vi comunico che ho maturato la convinzione di chiamarmi fuori dalla vicenza relativa all’acquisto dell’Ascoli Calcio. (…) Sottolineo però che, qualora i restanti membri riuscissero nell’intento che ci eravamo proposti, manterrà la parola data e, se non sgradito, darò il contributo economico che avevo promesso’.
Da ciò sembrava evincersi chiaramente la decisione di mettersi da parte, per il bene delle trattative.

Invece ieri la precisazione: “Sono stato mal interpretato. Non ho mai detto di abbandonare la barca. Volevo intendere che, visto che non riuscivo a continuare la trattativa, e avendo capito dalla lettera di Benigni che il problema ero io, ho preferito andare via, o meglio, di non essere più il referente, o se preferite il capocordata“.
Alla situazione attuale delle trattative, spiega: “Attualmente la cordata non c’è, dato che non abbiamo avuto alcuna risposta dall’altra parte, e non c’è stata disponibilità a mettersi a sedere attorno ad un tavolo. Ci sono solo alcuni imprenditori seri, sottolineo seri, vogliosi di salvare l’Ascoli con un progetto ambizioso“.

Sui rapporti con il presidente:”Da parte mia non ci sono problemi, abbiamo cercao in tutti i modi di convincere la società attuale ad incontrarci, ma non abbiamo ricevuto alcun segnale. Ripeto che abbiamo spedito una raccomandata dove si chiedeva la possibilità di un incontro tra le due parti, con la richiesta di rispondere entro una certa data, pena la rinuncia alle trattative. Ma i giorni sono passati senza alcuna risposta”. Il Presidente, dal canto suo, dice che per sedersi bastano poche persone, ovvero i rappresentanti delle parti. “Pensate che non abbia chiamato il dottor Cesari? Ci ho parlato e mi ha riferito che non ha avuto nessun mandato di rappresentanza“. Poi, sulla contestazione, da parte di Benigni, della mancata sottoscrizione da parte di tutti gli imprenditori dell’offerta, Palatroni precisa: “Ero io il capocordata, avevo io il potere di firma per conto di tutti gli imprenditori, pertanto era sufficiente la mia sottoscrizione”.

Nella lunga intervista, si discute anche delle dichiarazioni di Benigni circa il paragone delle passività ereditate da Rozzi nel ’95 e di quelle che lascerà il presidente ai futuri compratori. “Basta verificare i debiti di quindici anni fa e quelli di oggi. I numeri parlano chiaro, e, malgrado il dovuto rapporto con i tempi, sono diversi”.
Poi si parla di Francesco Bellini, indicato da molti come il vero fulcro delle attuali trattative: “E’ uno di quelli che ha dato la disponibilità fin dal primo giorno, e continua a darla ancora oggi. Tuttavia non mi risulta che sia lui il coordinatore“. Su Ubaldi, con il quale si presento oltre a Bellini, a Novara per seguire l’Ascoli, dice: “Siamo andati a Novara da semplici tifosi. Sapete che la cordata è aperta a tutti, perché non ad Ubaldi?”. Ma cosa prevede il progetto degli imprenditori? “Le cifre non sono state rese pubbliche. Una parte dell’impegno economico è destinata a rilevare il pacchetto dell’Ascoli Calcio, una parte per il progetto, sottolineo ambizioso, che prevede la riorganizzazione completa della società, lo sviluppo del settore giovanile e, perché no, la voglia di tornare in massima serie“.
Infine sul futuro, attualmente non roseo, Palatroni è però ottimista: “Credo che, malgrado tutto, ci siano ancora possibilità di salvare l’Ascoli”.

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