ASCOLI PICENO  – Dalle indiscrezioni raccolte Carmela “Melania” Rea sarebbe stata sgozzata. Ci sarebbe anche un segno, simile ad una svastica, sulla schiena della donna di 29 anni il cui cadavere è stato rinvenuto intorno alle 17 di oggi mercoledì 20 in località Ripe di Civitella, scendendo la strada che da San Giacomo, pochi chilometri più in alto del pianoro di Colle San Marco, si ricongiunge con la Piceno- Aprutina.

L’ennesimo particolare a dir poco inquietante ritrovato sul corpo della donna.

Una siringa infilata nel collo e il viso sfigurato completano il macabro scenario cui gli uomini dei Carabinieri si sono ritrovati di fronte dopo una chiamata anonima arrivata al 113 che informava di un corpo lasciato su un prato vicino ad un chiosco. Si tratta del Chiosco della Pineta, una piccola struttura di legno intorno ad una area attrezzata per pic-nic e con servizi per appassionati di montagna ed escursionisti. Una zona però conosciuta anche come luogo di esercitazioni degli uomini dell’esercito della Caserma “Clementi” di Ascoli.

Al momento, mercoledì sera, sul posto, sono ancora presenti i Carabinieri che, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, stanno effettuando tutti i rilievi.

Oltre alle pattuglie dei Carabinieri, sono giunti nel pomeriggio gli uomini della Scientifica e i Pm Pirozzoli e Picardi da Ascoli e Greta Aloisi del Tribunale di Teramo, che potrebbe diventare titolare dell’inchiesta dato che la zona in cui è stato trovato il cadavere cade nel territorio abruzzese.

Sul posto è arrivato anche il fratello della ragazza per il riconoscimento. Fin dalla mattinata, a Colle San Marco, erano presenti anche i genitori di Melania, ancora cautamente speranzosi. Anche perchè la possibilità che la donna si fosse allontanata da sola, per compiere un gesto estremo, veniva ridimensionata col passare delle ore dall’azione di Protezione Civile e Forze dell’ordine, che hanno passato al setaccio tutta la zona.

Rimanevano in piedi i sospetti di allontanamento volontario, magari una fuga, e quello che la ragazza  fosse stata presa con la forza da qualcuno. Purtoppo poche ore più tardi è stata quest’ultima a trovare conferma nella maniera più tragica e drammatica, con il ritrovamento del corpo della donna. Ma chi può aver compiuto un atto di simile crudeltà e malvagità, aggravato oltremodo da particolari riconducibili a macabre  pratiche rituali? E soprattutto in una zona da sempre tranquilla come Colle San Marco, meta di giovani o di famiglie con bambini.

Al momento è prematuro fare ipotesi. Secondo quanto dichiarato dal marito della donna, un militare dell’esercito in servizio da tra anni presso la caserma Clementi di Ascoli, la donna era insieme a lui e alla figlia di 18 mesi nell’area giochi del pianoro di San Marco intorno alle 15 di lunedì. Ad un certo punto avrebbe detto di allontanarsi per andare al bagno presso il Bar “Il Cacciatore” (Segà). Ma anzichè percorrere il piccolo sentiero che collega direttamente al bar, o la via principale, ha scelto la strada secondaria, che allunga il tragitto di diverse decine di metri ed è molto più isolata.

Poi, della donna, da qui in poi nessuna traccia. Il marito, non vedendola tornare, ha provato a fare alcuni squilli al telefono della donna e poi a chiamarla, senza tuttavia ottenere risposta nonostante il telefono squillasse. Dopo essersi recato, assieme alla piccola, all’interno del bar, l’uomo ha chiesto se qualcuno avesse visto entrare una donna per andare al bagno. Circostanza questa confermata dal titolare del bar. “E’ arrivato un uomo con una bambina, – ha detto – chiedendomi se avessi visto entrare una donna per andar in bagno. Dopo aver risposto di no siamo usciti fuori e insieme ad altri lo abbiamo accompagnato a cercare la donna per alcune decine di metri, prima di dare l’allarme ai carabinieri.  All’inizio era abbastanza calmo, poi ovviamente con il passare dei minuti ha iniziato a preoccuparsi sempre di più”.

Insomma una situazione decisamente drammatica, con la zona di Monte Piselli ancora una volta nel giro pochi mesi teatro di scenari horror, dopo il ritrovamento lo scorso gennaio del cadavere di Rossella Goffo.

Al momento, sull’uccisione di “Melania” sono in piedi diverse ipotesi, come diversi sono gli indizi e le situazioni su cui fare luce, a cominciare dalla telefonata anonima arrivata ai Carabinieri. L’unica cosa certa è che chi ha ucciso la donna lo ha fatto con inaudita ferocia e brutalità.

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