ASCOLI PICENO – PicenoOggi intervista la criminologa e sociologa Antonella Ciccarelli sull’uccisione di Carmela Rea, giovane mamma scomparsa sul Colle San Marco luned’ 18 aprile e poi trovata morta due giorni dopo nel teramano a circa 18 chilometri di distanza, in zona Casermette.

Si potrebbe trattare di omicidio «domestico», ossia compiuto tra parenti o individui legati da relazioni affettive, oppure Melania non conosceva chi l’ha uccisa? Che opinione si è fatta?

«Non possiamo ancora saperlo. Ad ogni modo l’omicidio domestico ha acquisito negli ultimi anni nel nostro paese un ampio e crescente spazio, interessando in media un omicidio ogni cinque di quelli complessivamente compiuti. Quando una donna muore c’è troppo spesso qualcuno che diceva di amarla dietro la sua morte. Il filo rosso che accomuna i cosidetti delitti “passionali” è il rifiuto di una relazione da parte femminile: che si tratti di avances fatte per la prima volta o di una richiesta di tornare insieme, quello che gli uomini non accettano è sentirsi dire di no. E questa non è passione, ma frustrazione e incapacità di sopportare un abbandono».

Dunque, nell’ipotesi di delitto passionale, l’assassino amava la sua vittima?

«Nei delitti passionali chi uccide ama la sua vittima, la ama anche mentre la uccide. Anche se spesso viene ucciso l’oggetto del bisogno e non dell’amore. E se di amore si tratta è un amore malsano, estremo, egoistico fatto di possesso e gelosia ossessiva, fino alla follia. In questi casi non si può parlare di premeditazione e se premeditazione c’è, è più che altro una voglia di fare qualcosa di eclatante per spezzare una situazione troppo dolorosa, esasperante. Spesso l’assassino parte con l’idea di minacciare o di spaventare il partner o anche di tentare il suicidio, poi la reazione dell’altro fa precipitare l’evento. Ecco perché in questi casi cambia anche il ruolo della vittima che in molti casi da innocente diventa carnefice».

L’omicidio quindi non sarebbe stato premeditato ?

«Non siamo in grado di dire quale pensiero ha armato le braccia dell’assassino di Melania. La premeditazione comunque c’è nei casi di stalking, quando inizia un percorso di piccole vendette e persecuzioni che poi raggiunge l’apice. Nel caso di avances respinte, invece, è la rabbia del rifiuto ad esplodere. E questa è l’emozione negativa più diffusa nella società di oggi, la stessa che insorge nelle liti di condominio o in strada tra automobilisti. E’ importante evitare la trappola dell’ultimo appuntamento: può sembrare banale, ma è una situazione molto pericolosa. Il potenziale omicida è pronto “alle rose o al coltello”, a seconda che lei dica sì oppure no».

Per alcuni psichiatri, l’assassino sarebbe un uomo in quanto ha ucciso Carmela colpendola ripetute volte con un coltello, simbolo fallico, fino alla sua morte mentre la donna nei delitti passionali si limita a colpire una volta. Condivide?

«Ѐ difficile pensare che sia stata una donna. Comunque spesso i rituali presenti sulla scena del crimine presentano la logica distorta della programmazione del gesto stesso; ricchi di significati simbolici, offrono materiale prezioso per tracciare profili di personalità, come dire che l’orrore che evidenziano diventa la strada per conoscerne l’autore. Ma lasciamo che gli inquirenti svolgano le indagini e auguriamoci che emergano al piu’ presto indizi che ci aiutino a capire».

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