ASCOLI PICENO – Dopo gli iniziali entusiasmi che lasciavano sperare in una rapida soluzione del caso, con qualcuno che pensava che l’assassinio di Melania Rea avesse addirittura le ore contate, il quadro della vicenda invece col passare del tempo si infittisce di ipotesi e di dubbi.

Scartate fin da subito le prime piste, che facevano pensare ad una vendetta collegabile con gli ambienti malavitosi o alla presenza di un serial Killer, le indagini si sono quindi focalizzate sul delitto di tipo passionale, compiuto con ogni probabilità da qualcuno che avesse  a che fare con la vittima. Qualcuno che conoscesse, anche solo di vista, Melania; magari qualcuno che la donna stessa conosceva.

20 INTERROGATORI Si sta indagando perciò sulle persone vicine alla coppia, o quelle in qualche modo a loro collegabili.  Anche il fatto che il marito di Melania fosse un militare, addetto all’addestramento delle Soldatesse del 235° reggimento Piceno, è stato tutt’altro che lasciato in secondo piano, considerando anche che il posto in cui è stato ritrovato il corpo della donna si trova proprio vicino ad un’area frequentata dall’esercito per le esercitazioni di tiro. Sono una ventina le persone ascoltate in tutta la giornata presso la caserma dei Carabineri di Ascoli con la presenza dei Pm di Ascoli, tra questi anche i titolari dei bar di Colle San Marco.

SCHEDA TELEFONICA Si sta analizzando, oltre alle due inizialmente rinvenute, una terza sim in possesso della donna, di cui il marito pare non fosse a conoscenza. E del marito è stata anche ispezionata dai Ris di Roma l’automobile, l’unica che i due avevano dato che Melania non guidava.

SCENA DEL DELITTO Tutto questo è quanto trapela dalle fonti investigative. Ma ci sono ancora molti punti su cui fare chiarezza, a cominciare dall’orario del decesso della donna. Non ci sono certezze neanche sul luogo del delitto, anche se tutto lascia credere che fosse lo stesso in cui c’è stato il ritrovamento del cadavere, o comunque poco distante. Per quello che riguarda la scena del delitto, la sensazione sempre più forte degli inquirenti è che questa sia stata “costruita” dall’aggressore per depistare le indagini. La siringa conficcata nel petto e la svastica incisa su una gamba, oltre ai pantaloni abbassati, lasciano supporre che l’assassinio volesse indirizzare i sospetti sul mondo della droga o magari su quello dei riti satanici.

22 COLTELLATE Ma c’è un elemento nuovo, emerso dall’autopsia. Sarebber0 22,  e non 35 come inizialmente si era detto, i colpi inflitti alla povera donna con una non meglio identificata arma da taglio. Inizialmente si parlava di un coltello a serramanico, ma anche qui non ci sono certezze. Il professore Adriano Tagliabracci, al quale sono stati affidati gli esami, sta continuando ad analizzare tutti gli elementi in suo possesso.

25 APRILE Intanto nella giornata di ieri Colle San Marco, come da tradizione, è stato meta di scampagnate, anche se in tono minore rispetto agli anni passati sia per il maltempo, sia per un senso di rispetto verso la tragedia e verso la vittima. Anche se non sono mancati fastidiosi episodi di “turismo dell’orrore”, come è stato ribattezzato da qualcuno, fenomeno riscontrato anche in altri celebri luoghi della penisola teatro di efferati o misteriosi omicidi.

NESSUN SEQUESTRO DELL’AREA Non è stata neppure messa sotto sequestro l’area dove è sparita la donna, né quella dove poi è stata ritrovata senza vita. Gli inquirenti non hanno evidentemente temuto un inquinamento delle tracce, dato che stamattina hanno ispezionato nuovamente, anche con l’utilizzo dei cani molecolari, le due aree.

TESTIMONI Saranno comunque fondamentali le testimonianze di chi ha visto qualcosa.  A cominciare dall’ignoto telefonista che ha annunciato la presenza del cadavere, al quale le procure di Ascoli e Teramo hanno rivolto l’appello a farsi avanti e a non temere nulla.

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