ASCOLI PICENO – Legambiente interviene sul dibattito in corso in merito alla sopravvivenza del Consorzio Industriale del Piceno, che ha visto nelle scorse settimane diverse prese di posizione sull’opportunità di mantenere in vita un ente che molti considerano ormai decotto, inutile e appesantito dai debiti.

“Di fronte a una situazione di pesante indebitamento del Consind – scrive Legambiente – è giunto il momento di prendere una decisione drastica, rescindendo immediatamente il contratto tra il Consind e  la Picena Depur, che costa alla collettività circa 12mila euro al giorno chiudendo un ente che in questi ultimi anni ha accumulato una quantità impressionante di debiti”.

Legambiente auspica inoltre che tutte le forze sociali, associazioni e comuni si uniscano per porre uno stop a un indebitamento sempre maggiore, riconvertendo il lavoro dei dipendenti del Consind: “Siamo stati sempre in prima fila nella denuncia delle malefatte del Consind e dei suoi Presidenti – continuano i responsabili di Legambiente –  in particolare quando il consorzio si fece promotore, più di 15 anni fa, del progetto per la realizzazione di una mega-centrale Turbogas alla Cartiera e del progetto della famigerata Piattaforma per lo stoccaggio dei rifiuti tossico-nocivi di Campolungo.”

Legambiente, in accordo con la denuncia espressa dal consigliere Regionale del Pdl Giulio Natali nel suo Libro Bianco sul Consind, sul famoso Appaltone per la Depurazione delle Acque, conclude l’intervento con la speranza che la giustizia riesca a individuare i responsabili di questo disastro e li costringa a risarcire i danni poichè in questa situazione, come ricorda Legambiente, tutti i partiti a prescindere dagli schieramenti, hanno sperperato, alleandosi tra di loro, per attingere all’immensa riserva di stipendi, incarichi, prebende, privilegi dello stesso Piceno Consind.

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