ASCOLI PICENO – L’incontro tanto atteso dai tifosi, tra Società, amministrazione comunale e una delegazione degli stessi supporters bianconeri che, dopo mercoledì, è stato rimandato a venerdì, è avvenuto. Il luogo era quello prefissato, l’Elettromeccanica Adriatica S.p.A.( nella foto), azienda della famiglia Benigni che ha sede lungo la zona industriale ascolana, a pochi metri dal centro sportivo ‘Città di Ascoli’. Le tre parti erano rappresentate, tuttavia mancava la persona più attesa: il presidente Benigni ha rinunciato a presentarsi all’incontro e sedersi al tavolo negli uffici della sua fabbrica. Non sappiamo se impegni di lavoro gliel’hanno impedito. Rimane che al suo posto c’erano le tre figlie: Giulia, Silvia e Sabrina.

Ma raccontiamo l’evolversi dei fatti. Intorno alle 18, 25 si sono presentati i sei tifosi della delegazione che hanno fatto subito ingresso nel cancello dell’azienda, quindi sono entrati negli uffici. Tempo 5 minuti e arriva anche l’assessore allo Sport Massimigliano Brugni. Il sindaco non si vede, ma sappiamo che sarebbe arrivato intorno alle 19,15 per ovvi impegni. Mentre dentro il summit pare essere avviato alle 19,20, ecco entrare anche il primo cittadino Guido Castelli. Ora ci sono tutti, o per lo meno sembra. L’assenza del presidente, infatti, viene resa nota solo all’uscita dal cancello di Brugni e Castelli nella stessa auto, restii a rilasciare qualsiasi dichiarazione, facendo solo capire che il presidente non c’era e che veniva rappresentato dalle tre figlie. Ne erano al corrente? L’impressione da chi ha visto i loro sguardi rabbuiati e delusi al momento dell’uscita è che non lo sapevano, ma soprattutto, opinione nostra, che non è stata per niente gradita. Solo in seguito, più tardi, usciranno anche i tifosi.

E’ una mancanza di stile che nessuno si aspettava: d’accordo non presentarsi davanti ai tifosi, non per togliere loro importanza, ci mancherebbe, ma era quasi scontato dato il clima di fuoco tra le due parti. Ma non presentarsi ad un incontro con il Sindaco, assieme all’assessore, per di più dentro le proprie mura, sembra molto strano.

Ma cosa è scaturito da questo incontro? Pare che poco ha fruttato. La dirigenza, da indiscrezioni, sembrerebbe aver sostenuto la volontà di cedere soltanto una volta individuati gli acquirenti. Nel caso contrario, sarebbe disponibile a salvare l’Ascoli Calcio con le proprie forze. Tutto l’opposto dell’idea che era circolata nei giorni scorsi, in cui Benigni, anche in un’intervista rilasciata a Sky, manifestava la perfetta via di mezzo: ovvero la volontà di restare al timone della società ma con l’ausilio di uno o più imprenditori. In conclusione, è da smentire la voce, circolata su qualche blog, che vede l’Ascoli incassare circa 4 milioni dalla Lega di B, e quindi risolvere i problemi per quanto riguarda le indennità da pagare con scadenza il 15 maggio. La somma è sì giusta, ma è complessiva e riguarda l’intero campionato. La società bianconera, pertanto, ha a disposizione una somma molto ridotta, avendone già beneficiato di oltre la metà.

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