ASCOLI PICENO – Come previsto, ieri, mercoledì 4 maggio, la Corte di Giustizia Federale, a sezioni unite, ha accolto il ricorso impugnato dal Procuratore Stefano Palazzi ed ha inflitto il settimo punto di penalizzazione all’Ascoli, oltre ad un mese di inibizione al presidente Roberto Benigni. Le motivazioni sono note da tempo e ne riportiamo di seguito uno stralcio: “(…) per non aver provveduto al 14.2.2011, al versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Enpals relativi ai mesi luglio, agosto, settembre 2010“.

Ricordiamo che la Corte è quindi tornata indietro rispetto alla decisione della Commissione Disciplinare che, lo scorso 18 aprile, aveva comminato un solo punto per il mancato pagamento dei contributi del trimestre ottobre/dicembre 2011, a fronte di una richiesta di due. La Commissione, infatti, dichiarò infondato il deferimento per i contributi del trimestre precedente ancora non pagati. Ma, come previsto, la procura ha inoltrato e accolto il ricorso di Palazzi.

Ora la palla passa all’avvocato Enzo Proietti, legale della società. Proprio in queste righe (e tramite un articolo che non voleva né “inculcare paura”, né tantomeno “aizzare e seminare odio e sconcerto tra i tifosi” addirittura per scopi politici, come qualche “fantomatico” tifoso ha voluto far intendere, bensì l’opposto scopo, ovvero tranquillizzare la tifoseria), il dottor Proietti, non solo ha manifestato la volontà di chiedere il rito abbreviato che permetterebbe, come già successo, all’Ascoli di riprendere il punto tolto in tempo per la fine del campionato regolare, ma ha anche spiegato che, essendo una fattispecie concreta mai accaduta finora, è ottimista circa l’esito della decisione del Tnas (il tribunale del Coni), proprio per l’assenza di nessun precedente di giurisprudenza.

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