ASCOLI PICENO – Marinai, profeti e balene è l’ultimo album dell’eccentrico artista, di radici emiliane ma nato ad Hannover, in Germania, al secondo posto nella classifica Fimi degli album più venduti in Italia ed al primo posto su Itunes. Splendidi allestimenti in questo musical teatrale, in scena venerdì 13 maggio al teatro ascolano, in cui si intersecano mitologia, fato, spettri e passioni umane. Poche domande allo schivo cantante amato dai suoi seguaci ma non troppo disponibile ad essere intervistato.

Da cosa nasce il progetto di Marinai, profeti e balene?

Non ho voglia di parlarne, è troppo lunga da spiegare.

Qual è il tuo rapporto con il pubblico ascolano?

Ѐ un rapporto storico, in un posto storico che tende a storicizzare i rapporti. Sento di avere un vissuto qui: molti anni fa, nel 1995, ho suonato in un piccolo jazz club di cui non ricordo il nome (Cotton Club, ndr?) e successivamente proprio in questo teatro, il Ventidio Basso, abbiamo fatto l’allestimento del Solo Show 2008. Ѐ bello quando senti di avere una storia in un posto, riconoscerlo quando ti ci trovi.

C’è differenza tra questo pubblico e quello di altre città italiane o fondamentalmente quando ti esibisci le tue emozioni sono le stesse?

C’è sempre differenza, è un po’come il mare – visto che Marinai, profeti e balene è uno spettacolo di mare – che sembra perennemente uguale ed invece è sempre completamente diverso, bisogna sentirne le increspature, se c’è bonaccia o tempesta. In ogni pubblico c’è sempre qualcosa di diverso ma è difficile spiegare cos’è.

Nell’attuale panorama musicale italiano c’è un cantautore che apprezzi particolarmente?

Se devo essere sincero non ascolto molto la musica attuale, sono più legato ai vecchi cantanti. Credo comunque che Vasco Brondi faccia delle cose interessanti.

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