ASCOLI PICENO – “Come dal nostro sindacato anticipato già più volte, lanciando l’allarme a tutto il territorio, il Gruppo Manuli ha purtroppo aperto a far data dal 16 maggio, la procedura di mobilità per 177 lavoratori. E’ una nuova mazzata per l’economia e l’occupazione di tutto il comprensorio ascolano, che forse dovrebbe scuotere istituzioni e forze sociali che sono rimaste in silenzio fino ad ora.” Lo annuncia il segretario regionale per il settore privato dell’Unione Sindacale di Base, Andrea Quaglietti, ex operaio Manuli.

“Oltre a quelli che erano in cassa integrazione dal dicembre 2009 – dice Quaglietti – la procedura ricomprende anche quella quarantina di addetti che solo grazie alla nostra lotta impedì a Manuli di chiudere la fabbrica di Ascoli, e che furono impiegati in nuovi reparti come quello della refrigerazione e del Tal. Il loro taglio drastico – aggiunge il leader Usb – oltre alla mobilità per quelli rimasti in CIG dal novembre 2009, dimostra come l’azienda non rispetti le promesse e soprattutto non abbia alcuna intenzione di fare nuovi investimenti nel Piceno.”

Secondo Andrea Quaglietti “il gruppo milanese si appresta con questa procedura a ridimensionare ancora la capacità produttiva del sito ascolano, per una presunta perdita di clienti e per l’aumento dei costi delle materie prime. In realtà – prosegue il sindacalista – l’azienda aveva già deciso tutto quanto già 2 anni fa, quando nel luglio 2009 aveva già aperto la procedura di mobilità per 388 addetti, 140 dei quali dopo mesi di proteste e lotte del sindacato di base si salvarono, e continuarono a lavorare. Per discutere e capire cosa fare contro questi progetti di smantellamento lento ma costante – conclude Quaglietti – invito tutti venerdi 20 maggio alle 12 a partecipare all’assemblea che terremo con i lavoratori davanti ai cancelli del sito di Campolungo.”

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