ASCOLI PICENO – “L’improvvisa comunicazione di nuovi ulteriori tagli di 52 posti di lavoro accresce la preoccupazione delle maestranze sulla reale permanenza del sito produttivo Manuli di Ascoli Piceno. La Ugl si mobilita e chiede una risposta forte di tutto il territorio”. Lo scrive in una nota la segreteria provinciale della sezione Chimici del sindacato Ugl, che cita una frase contenuta nella comunicazione da parte dell’azienda sulla procedura di mobilità per 177 lavoratori:

“La Manuli considera il risultato industriale di Ascoli Piceno fortemente negativo, e per migliorare il livello di efficienza dello stabilimento Idraulica di Ascoli Piceno ritiene necessario la dismissione dei reparti Refrigerazione e Tal entro il 31-12-2011”.
Secondo l’Ugl, però, la comunicazione della multinazionale della gomma con sede a Milano non direbbe tutta la verità, ma “conferma l’obiettivo strategico della Manuli di smantellamento del sito produttivo di Ascoli Piceno; un obiettivo strategico fattosi ancora più chiaro dopo l’investimento di venticinque milioni di euro in Polonia. Oltre i 125 lavoratori già in lista di licenziamento perché i reparti produttivi di appartenenza sono stati fermati definitivamente, la Manuli a sorpresa comunica di voler chiudere due nuovi reparti ancora in funzione, tagliando ulteriori 52 posti di lavoro”.

“Siamo in piena emergenza. La Manuli continua a dare schiaffi al territorio mentre le nostre Istituzioni latitano, sono inesistenti”, conclude l’Ugl, che invita tutti all’assemblea di venerdì alle 12 davanti ai cancelli della fabbrica. Assemblea già programmata, che aveva come argomento il termine della cassa integrazione previsto per il 31 agosto 2011 e una richiesta di proroga alle istituzioni. Argomento che, come ovvio, sarà affiancato anche dalle poco positive novità degli ultimi giorni.

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