ASCOLI PICENO – Venerdì 13 maggio si è svolta presso la Camera di Commercio di Ascoli la nona edizione della Giornata dell’economia. L’iniziativa, promossa da Unioncamere (Unione nazionale delle Camere di Commercio d’Italia), a favore della cultura economica e della conoscenza delle economie locali si è tenuta, in contemporanea, nelle 105 Camere d’Italia. Obiettivo dell’iniziativa è fare, ogni anno, un’analisi dello sviluppo dei sistemi produttivi locali, attraverso dati statistici raccolti ed elaborati dal sistema camerale.

“La Camera di Commercio è la sede ideale per scambiare riflessioni sull’economia essendo la casa delle associazioni di categoria”, ha esordito, nel suo discorso introduttivo, il presidente Adriano Federici”. “Siamo giunti a un momento cruciale per l’imprenditoria picena, è arrivato il momento di investire di più perché i dati che abbiamo ci indicano che il mercato, anche se lentamente, si sta riprendendo”. “Vero è che il sistema bancario è restio a concedere credito e quando lo fa tende a finanziare la ristrutturazione del debito piuttosto che le idee. Bisogna mettersi in testa che si devono valorizzare le eccellenze, puntare sui giovani, sono loro che hanno il giusto entusiasmo”, ha spiegato Federici.

I dati parlano chiaro: il 95% delle imprese picene è composto da piccole e medie realtà che con gli ostacoli presenti fanno fatica a crescere. Su 14 mila ditte del territorio, il 57% sono individuali. A tenere, nonostante la crisi, sono le aziende del manifatturiero, ma le cose non vanno bene né per il settore agricolo che registra una flessione dell’ 1,56% né per il settore tessile. Le imprese che non hanno problemi sono quelle che investono all’estero.

“C’è bisogno di rischiare di più e di mettersi in gioco”, così ha spronato gli imprenditori nel suo intervento Gianluca Gregori, preside della facoltà di Economia “G. Fuà” dell’università Politecnica delle Marche. “La ricchezza va creata, non si può più contare solo sul trasferimento pubblico. Bisogna formare i giovani a una nuova cultura imprenditoriale fondata su uno studio del territorio in cui si va a investire. Il territorio  va dotato di infrastrutture che possono essere realizzate direttamente anche dalle imprese. Bisogna partire dai dati e sviluppare una pianificazione integrata. E’ importante favorire le aggregazioni di imprese a livello sia locale che internazionale, è fondamentale aprirsi al mondo. Non è più tempo di sognare ma di individuare bene dove investire e dove acquisire le risorse necessarie per farlo. Non esiste una ricetta unica ma tante ricette diverse che consentano di intervenire in modo efficace nei più disparati settori”, ha concluso così il suo intervento il professore.

“Il problema della mancanza di investimenti da parte di società estere è imputabile  all’eccessiva burocrazia e alla lentezza della giustizia”, queste sono state le parole di Tiziana Pompei, vicesegretario generale di Unioncamere e dirigente dell’area Regolazione del Mercato, Tutela della Concorrenza e Innovazione. “Le nuove regole sull’arbitrato e la mediazione commerciale, approvate di recente, potrebbero però velocizzare i processi civili. Già nei primi mesi di quest’anno, con il ricorso alle procedure extra giudiziali, un quarto delle controversie si è risolto in pochi giorni. Il ruolo delle Camere di Commercio sarà fondamentale per formare figure professionali specializzate che si possano occupare della risoluzione delle controversie in tempi brevi e favorire così l’arrivo di nuovi investimenti”.

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