ASCOLI PICENO – Cercare un nuovo lavoro, avendo alle spalle un corso di formazione che ti insegna davvero dei nuovi mestieri, consolida competenze e predisposizioni personali, “riqualifica” il lavoratore anche qualora alla fine della cassa integrazione questi riprenda il normale rapporto lavorativo con l’azienda.
Sono i punti cardine delle misure di politiche attive del lavoro che la Provincia relaziona alla stampa e all’opinione pubblica. Il presidente Piero Celani, l’assessore Aleandro Petrucci e tutto lo staff del Centro per la Formazione Professionale coordinato da Matilde Menicozzi presentano dati e orientamenti di queste azioni a favore dei cassintegrati.
I numeri fanno spavento, e non sono nuovi. 206 aziende picene che hanno richiesto la cassa integrazione in deroga dal 21 settembre 2009 fino al 30 aprile scorso. 1623 lavoratori coinvolti, di cui 205 per la mobilità in deroga (già effettivamente licenziati).
Deroga, è bene precisare, rispetto alla normativa che prevede la cassa integrazione guadagni per le aziende con più di 15 dipendenti. Ma qui non si parla solo di grandi industrie come la Manuli o la Novico, ma anche di piccole e medie imprese, che magari richiedono il sostegno al reddito per via di cali di produttività, anche per uno o due dipendenti.
In questi casi le Province concedono dei voucher ai lavoratori, cioè dei bonus economici con i quali “pagare” dei corsi di formazione professionale.
“Noi stiamo facendo di più – dice il presidente Celani – non ci limitiamo a dare i voucher, ma facciamo precedere questa fornitura con dei colloqui di orientamento e con il Bilancio di Competenze, otto ore di incontro con i nostri funzionari nei quali il lavoratore analizza e fa comprendere le proprie competenze e le proprie predisposizioni, facendoci così individuare argomenti e settori nei quali svolgere corsi di formazione mirati e non generici. Corsi che, inoltre, si rivolgono a gruppi omogenei di persone, grazie appunto ai colloqui di orientamento che cercano di far frequentare le lezioni più idonee per ciascuno, senza andare a caso o a naso”.
Al momento sono attivi corsi di “Aiuto Cuoco”, “Basi di Cucina”, “Basi di lingua inglese”, corsi di informatica a vario livello di specializzazione e mirati anche alla Patente Europea. E poi corsi di marketing e management per i cosiddetti “quadri” (impiegati), corsi di “Prevenzione incendi”, corsi di “progettista Cad/Cam”, corsi di teorie e tecniche della comunicazione. A maggio partirà un corso per “Energy manager”.
La Provincia, inoltre, ha appena assunto sei giovani psicologi per un anno. Serviranno a dare una mano per l’intensa e lunga fase dei colloqui individuali con i lavoratori in difficoltà.
Per i lavoratori in mobilità in deroga, cioè già licenziati, il percorso prevede anche la ricerca attiva del lavoro tramite la Provincia, la consulenza orientativa, la consulenza all’autoimprenditorialità.
La Provincia di Ascoli, diversamente da altre Province, sta erogando questi servizi senza affidare incarichi a operatori o società esterne, perseguendo in ambito regionale la più alta percentuale di presa in carico di lavoratori cassintegrati o in mobilità, come sostenuto da una tabella della Job Agency.

Un altro dato positivo viene dalla Fondazione Brodolini, che parla di un vero e proprio “consenso bulgaro” riguardo alle percentuali di gradimento riscontrato dai lavoratori oggetto di questi colloqui (100%).

Non è vero che in Provincia non si lavora, lascia intendere la dirigente Matilde Menicozzi, che dice: “Spesso il personale del Centro per l’Impiego, per garantire la contestualità degli interventi con i periodi di sospensione dal lavoro, ha fatto estenuanti tour de force di colloqui, che l’hanno visto impegnato anche il sabato e nelle ore serali. La divisione della Provincia, poi, ci ha anche sottratto del personale reclutato negli ultimi anni per adeguare il sistema dei servizi per l’impiego agli standard della Regione Marche. Vuoti che altre Province hanno colmato con personale esterno”.

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