ASCOLI PICENO – Spuntano altre amanti di Salvatore Parolisi. Fossero anche amanti di una notte sola e che quindi, proprio per questo,  potrebbero non avere a che fare in alcun modo con l’assassinio di Melania Rea. Scappatelle  difficilmente collegabili con l’efferato omicidio della giovane donna, quindi poco attinenti alle indagini. Almeno per ora.

Rosa, questo il nome di un’altra soldatessa con la quale Salvatore Parolisi avrebbe avuto una relazione secondo quanto riportato nelle ultime ore da diversi organi di stampa, sarà comunque ascoltata nei prossimi giorni.

Ma non è questa la storia sulla quale è focalizzata l’attenzione degli inquirenti. Lo stesso Salvatore avrebbe spiegato che si è trattato di un rapporto concretizzatosi in pochi incontri e terminato da oltre un anno.

E’ invece sulla relazione duratura e stabile con la soldatessa di ventisette anni originaria del Lazio Ludovica Perrone che si starebbero concentrando le indagini. I due si sentivano spesso. Anche nei giorni precedenti e perfino successivi al ritrovamento del corpo senza vita di Melania Rea, avrebbero avuto contatti telefonici cercando di eludere eventuali controlli utilizzando cabine telefoniche e altre accortezze. Interrogata per diverse ore a Lecce, dove frequenta un corso di perfezionamento, Ludovica avrebbe anche affermato di essere scontenta per le tante promesse fatte in questi anni da Salvatore e mai rispettate, in particolar modo quella di voler chiudere il matrimonio con Melania.

I due avevano in programma un incontro tra Roma e Napoli nei giorni a ridosso delle vacanze pasquali, quando cioè Salvatore assieme a Melania e alla piccola Vittoria, avrebbe fatto ritorno per alcuni giorni in Campania per trascorrere le ferie assieme ai familiari.

Ma non si tralasciano altre piste, altre relazioni, altri rapporti, tutti con un unico comun denominatore: l’ambiente militare del 235° reggimento Piceno. Oggi il sostituto procuratore Cinzia Piccioni sentirà un sottufficiale in servizio presso la caserma Clementi mentre al Comando dei Carabinieri proseguono le audizioni per ascoltare altre persone informate sui fatti.

Si indaga insomma sulla vita di Parolisi, sulle sue relazioni extraconiugali e sulla caserma. Salvatore non era sicuramente un marito fedele. Ma non è  sufficiente questo a poterlo condannare come persona implicata direttamente nell’assassinio di sua moglie.

Intanto ieri è stata perquisita l’abitazione dove la coppia viveva, a Folignano. I Carabinieri hanno prelevato molti oggetti, tra i quali penne usb, computer, un plaid usato per i pic-nic, uno zaino militare e alcune lettere scritte da Melania, una sorta di diario segreto. Sugli oggetti verranno effettuati da parte del Ris e del Ros esami che potrebbero rivelare importanti particolari.

Si ridimensiona intanto il giallo sulla conoscenza del sottufficiale della scena del delitto a Ripe di Civitella. Il militare certamente non ha riconosciuto il bosco da foto scattate dall’amico Raffaele Paciolla (che ha sempre negato di averlo fatto), né da altri, ma dalla descrizione di massima che gli è stata fatta e sufficiente a capire che in quel posto c’era già stato con la moglie e per le “continuative” in ambito militare. Secondo fonti investigative non risulta poi che Parolisi abbia invece mai descritto con precisione la posizione del cadavere, che non poteva conoscere, non essendo stato sul posto al momento della scoperta del corpo, ma solo due giorni dopo per un sopralluogo con inquirenti e investigatori.

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