ASCOLI PICENO -Melania sarebbe stata colpita da due coltelli diversi, dapprima alle spalle. Alcuni colpi infatti le sono stati inflitti alla schiena, altri sferrati da una posizione tale che lascerebbe pensare che l’aggressore era posizionato dietro di lei. Dal tipo di tagli riscontrati sul corpo, inoltre,  sembrerebbe che questi siano stati provocati da due lame diverse.

Questo almeno stando alle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore sull’autopsia effettuata sul cadavere dal medico legale Adriano Tagliabracci. Lo stesso Tagliabracci però in una precedente relazione avrebbe affermato che alcuni colpi sarebbero stati inflitti post-mortem. Se confermate queste notizie, sarebbero due le ipotesi più plausibili, e cioè che o Melania è stata aggredita da più persone o le coltellate inflitte le dopo il decesso altro non sarebbero che un tentativo di depistaggio da parte dell’omicida, magari tornato successivamente sul luogo del delitto. La tesi dell’aggressione alle spalle, poi, apre diversi interrogativi: la donna conosceva il suo assassino al punto di fidarsi di lui e camminargli poco più avanti? Stava scappando? O è stata sorpresa all’improvviso?

C’è un altro dettaglio messo in risalto dall’autopsia che, se confermato, sarebbe tutt’altro che secondario per ricostruire la dinamica dell’uccisione. Si sa che Melania è stata trovata con gli slip e i pantaloni leggermente abbassati e inizialmente anche questo scenario è stato catalogato tra i tentativi da parte dell’assassino di ricostruire una scena del crimine  diversa da quella reale. Sembrerebbe ora invece che gli indumenti siano  stati abbassati prima dell’aggressione. Possibile che la donna si sia appartata per alcuni bisogni fisiologici e a quel punto sia stata aggredita? Circostanze ancora tutte da chiarire, in attesa della relazione definitiva del medico legale che sarà incrociata con le tante testimonianze raccolte in questi giorni e con i risultati delle analisi dei Ris e dei Ros sugli indumenti, sulle varie tracce di sangue rinvenute nel bosco di Ripe, sugli oggetti prelevati dalla casa di Folignano dove la coppia viveva e sui tabulati telefonici.

E sempre sull’autopsia le indiscrezioni collocano la scena del crimine proprio al Bosco di Ripe di Civitella, nello stesso luogo quindi dove è stato ritrovato il cadavere della povera donna lo scorso 20 aprile, due giorni dopo che ne venne denunciata la scomparsa. Da chiarire ancora invece l’ora esatta del decesso, che al momento viene collocato tra le 14 e le 17 del giorno 18.

A proposito di telefonate: Salvatore Parolisi si sarebbe messo a contatto più volte con la propria amante, la soldatessa Ludovica, anche nei giorni successivi la morte di Melania, cioè in piena fase di indagini e successivamente all’interrogatorio di lei avvenuto a Lecce due settimane fa. Salvatore potrebbe aver chiesto alla donna di riferirgli i contenuti dell’audizione, mentre lei pare si fosse indignata per alcune dichiarazioni di Salvatore fatte agli organi di stampa e in alcuni programmi televisivi, nelle quali l’uomo ribadiva l’affetto per la propria moglie ridimensionando la relazione extraconiugale. Per ora sono però solo indiscrezioni che cercano conferma. Nel caso, comunque, Salvatore avrebbe utilizzato telefoni pubblici o cellulari non suoi, consapevole di essere sotto controllo.  Durante i vari interrogatori, però, sia Ludovica, che un’altra soldatessa con la quale il caporal maggiore avrebbe avuto una relazione, seppur di breve tempo, avrebbero tentato di scagionare Salvatore, ritenendo impossibile che l’uomo abbia compiuto un gesto simile.

Finora le ipotesi sono tante, le indiscrezioni anche, poche invece le certezze. Una di queste è l’infedeltà matrimoniale di Salvatore Parolisi. L’uomo aveva diverse relazioni più o meno stabili e durature. C’è anche chi sostiene, e la notizia delle due lame diverse utilizzate per l’omicidio potrebbe rafforzare questa tesi, che Melania, venuta a conoscenza delle relazioni extraconiugali del marito, abbia minacciato di riferire tutto ai suoi superiori, mettendo così a rischio la posizione e la carriera non solo del caporal maggiore ma anche di altre persone.

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