ASCOLI PICENO – La Squadra Mobile della Polizia di Stato, a seguito dell’attività investigativa iniziata nel mese di dicembre 2010, successiva alle numerose denunce pervenute in Questura da parte di cittadini ascolani truffati, aveva tratto in arresto in flagranza di reato il bulgaro Georgi Nikolov, mentre tentava di installare un congegno elettronico che serve a carpire i codici Pin di bancomat e carte di credito, un cosidetto “skimmer”, presso due banche del centro di Ascoli Piceno.

Sul presupposto ormai quasi accertato che dietro questi tentativi vi sia un’organizzazione ben precisa e radicata, operante sul territorio del centro Italia, sono proseguite le indagini ed i servizi specifici, volti al contrasto di tale crimine diffuso, tenendo in particolare conto i luoghi che attraverso una dettagliata mappatura realizzata avendo come riferimento l’istituto di credito dei denuncianti, si riteneva potessero portare a scovare i malviventi.

Così qualche giorno fa si è riusciti nuovamente ad individuare altri 2 componenti della banda intenti ad apporre un dispositivo capace di memorizzare i dati presenti nella banda magnetica del badge. In manette sono finiti così Stefan Stefanov e Atanas Dimitrov, ora rinchiusi nel carcere di Marino del Tronto.

Il dirigente della Squadra Mobile Maurilio Grasso lancia l’appello ai cittadini: l’imperativo per non venire truffati e derubati direttamente dal proprio conto corrente è quello di stare molto attenti nel momento in cui si preleva denaro dal proprio bancomat, pure se si tratta del proprio sportello “di fiducia”, consueto. Ci sono dei segnali da notare, che indicano se lo sportello bancomat è stato manomesso. Il principale indice è la “porta” nella quale si inserisce la scheda bancomat. Se è stata manomessa, ci possono essere difficoltà apparenti ad inserire la scheda, ad esempio. La tastiera, invece, non presenta differenze in quanto non viene manomessa, come si faceva qualche anno fa quando i truffatori asportavano e sostituivano l’intera apparecchiatura.

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