ASCOLI PICENO – Volevano acquistare un’auto usata con un assegno falso e contraffatto. Nel pomeriggio del 25 maggio, personale della Polizia Stradale di Ascoli Piceno ha arrestato due pregiudicati, L.A. di anni 45 campano, e T.M. di anni 24 residente in un Comune della Basilicata.

I due dopo aver trovato su internet l’annuncio di vendita di un’auto Audi A del valore di 40.000 euro da parte di un professionista ascolano lo hanno contattato nella giornata di martedì, dimostrandosi interessati all’acquisto della vettura e spacciandosi per padre e figlio. Dopo aver visto l’auto, si sono riservati di decidere e nella mattina di mercoledì hanno ricontattato il venditore ascolano per concludere la trattativa nel pomeriggio con il passaggio di proprietà dell’auto e il pagamento della somma pattuita in 35.000 euro.

L’appuntamento era stato fissato per le ore 17.30 circa presso un’agenzia di pratiche automobiliste in città. Sul posto per questioni tecniche non era possibile effettuare il passaggio di proprietà ma le parti hanno comunque stipulato l’atto di vendita del veicolo riservandosi l’effettuazione del passaggio al P.R.A. per il giorno successivo.

Dopo l’atto il professionista ascolano con la propria moto si è recato a casa seguito dai due pregiudicati. Lì, in cambio dell’assegno avrebbe consegnato l’auto.

Giunti sotto l’abitazione, uno dei due pregiudicati si stava accingendo a partire con l’auto mentre l’altro provvedeva a consegnare l’assegno: in quel frangente l’intervento tempestivo degli agenti della Polizia Stradale che aveva assistito alla scena e che era stata insospettita dalle modalità di vendita del veicolo, ha bloccato l’operazione di vendita in maniera calma ma decisa.
L’assegno è apparso subito falso e contraffatto in vari elementi. Trovandosi in presenza di una palese truffa, i due sono stati subito arrestati: l’auto con cui i due erano giunti ad Ascoli Piceno è stata messa sotto sequestro, così come l’assegno con cui doveva essere pagata l’auto.

Nei confronti dei due, ora in carcere a Marino del Tronto, si procede oltre che per truffa anche per il reato di ricettazione e spendita di assegni falsi.

Al professionista ascolano è stata riconsegnata l’auto. Ha scampato un bel pericolo.

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