ASCOLI PICENO – “In questi giorni sono stato contattato da vari proprietari di pozzi d’acqua preoccupati della richiesta di pagamento di circa 98 euro inviata dalla Provincia di Ascoli Piceno”. Lo riferisce Mauro Pesarini, consigliere comunale del Partito Democratico (ecco due nostri link, 1 e 2, sulla vicenda della tassa dei pozzi).

(fra i documenti allegati a questo articolo, la prima lettera inviata dalla Provincia ai cittadini, a cui fa specifico riferimento Pesarini, e la seconda lettera di “rettifica” inviata successivamente)

“Dalla verifica che ho effettuato – racconta Pesarini – sembrerebbe che la Provincia abbia inviato a tutti i proprietari di pozzi una lettera datata 16/05/2011 in cui si richiede il pagamento entro 30 giorni di 80 euro di spese di istruttoria, più 14,62 per marca da bollo, più 3,25 euro per spese postali e spedizione per un totale di 97,87 euro per regolarizzare l’uso di acque pubbliche ad uso non domestico. Inoltre si informa l’utente che “successivamente alla regolarizzazione sarà cura dello scrivente Servizio richiedere l’importo dei canoni dovuti e maturati fino all’anno 2011”??

La lettera, come traspare da più fonti, è stata inviata indistintamente sia ai proprietari di pozzi ad uso domestico che a ditte che usano l’acqua per uso non domestico.

Pesarini pone poi una serie di domande. “Perché la lettera non riporta la firma ed il nominativo del responsabile del procedimento con cui il cittadino possa interloquire per avere informazioni e chiarimenti? Chi c’è dietro questo numero verde che viene indicato nella lettera? Chi ha inviato le lettere? Abbiamo a che fare con una ditta privata di recupero crediti? Perché la lettera è stata inviata anche agli utenti che già in precedenza hanno dichiarato l’uso del pozzo per uso domestico?”

Infine nella lettera si ricorda che “qualora non venga effettuato il versamento di quanto richiesto, l’Amministrazione applicherà all’autorizzazione un canone annuo d’ufficio, anche con riferimento alle annualità pregresse dovute”

“Sono sbalordito sui modi e contenuti vaghi ed intimidatori della lettera – dice Pesarini – Una cosa che posso consigliare a tutti gli utenti raggiunti da tale lettera è di informarsi bene sulla loro effettiva posizione prima di pagare”.

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