ASCOLI PICENO – “Ho visto Melania litigare con il marito, poi imboccare una via e salire su un’auto dove c’erano tre persone”: questo in sintesi quanto affermato da un uomo durante una telefonata fatta alla redazione ascolana del Corriere Adriatico nel pomeriggio di giovedì.

Una ricostruzione che se vera avrebbe potuto rappresentare una svolta nell’inchiesta sulla morta di Melania Rea, la donna di 29 anni scomparsa da colle San Marco il 18 aprile scorso e ritrovata poi uccisa nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella due giorni dopo, ma che invece si è risolta con un nulla di fatto.

Già da subito, infatti,  si sono avute grosse perplessità sul fatto che ci si potesse trovare di fronte ad un supertestimone. Ricostruire una situazione così chiara e lampante e ricordarsi soltanto dopo 40 giorni di comunicarla, per di più non agli inquirenti ma ad un giornale, ha fatto subito pesare ad un mitomane, o comunque  ad una persona non attendibile.

L’uomo ha fornito al giornale in questione anche le generalità, compresa la città di residenza, Civitanova Marche. I Carabinieri hanno subito rintracciato l’uomo e lo hanno ascoltato per due ore nella stazione della città rivierasca, indagando contemporaneamente anche sulla sua vita. Si tratta di un ex operaio ed ex cameriere di 60 anni, in passato persino candidato al consiglio comunale. In quanto alla ricostruzione dei fatti, ci sono molte incongruenze tra le affermazioni dell’uomo e alcuni fatti accertati della vicenda.

I Carabinieri sono in poco tempo giunti alla conclusione che le deposizioni dell’uomo erano da considerarsi  tutt’altro che attendibili.

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