ASCOLI PICENO – Sala degli Stemmi del palazzo dei Capitani affollata per la firma del protocollo d’intesa fra enti locali, sindacati e Restart (consorzio di imprese proprietario dell’ex area industriale della Sgl Carbon) che dà l’avvio al processo di riconversione della storica fabbrica alle porte del centro storico, per creare un nuovo quartiere di edilizia definita “innovativa” e un Parco Tecnologico incubatore di imprese.
Con il sindaco Guido Castelli erano presenti il Presidente della Giunta Regionale, Gian Mario Spacca, l’assessore Antonio Canzian, il Presidente della Provincia, Piero Celani, il Presidente di Restart, Francesco Gaspari e il suo socio Battista Faraotti, il presidente di Confindustria Bruno Bucciarelli e dei sindacati territoriali. Presenti anche l’assessore regionale Giulio Natali, l’assessore comunale Luigi Lattanzi e gli ex operai della Carbon.

Dice l’Arengo in una nota: “Una delle emergenze più significative sia sotto il profilo ambientale che sotto quello delle prospettive di sviluppo ed occupazionale, è costituita dall’area dell’ex stabilimento SGL Carbon S.p.A, la cui dismissione e la necessità di individuarne le potenzialità e la vocazione pongono come obiettivo prioritario, nell’amministrazione del territorio, l’attivarsi di un processo di riqualificazione e di riconversione industriale che definisca il nuovo ruolo di tale area in un’ottica di pubblica utilità, non ultima quella relativa al problema occupazionale”.

Il progetto della Restart è definito Ascoli21,

Scopo del protocollo, una dichiarazione di intenti, è fissare gli interventi necessari alla riqualificazione dell’area e di individuare le diverse competenze.
Secondo quanto previsto, i 270.000 mq del sito verranno ripartiti in tre parti uguali: una dedicata a verde pubblico e parco urbano, una riservata a un polo scientifico, tecnologico e culturale e un’ultima a vocazione residenziale e commerciale.

L’Accordo di Programma che seguirà il Protocollo d’Intesa coinvolgerà gli attori principali del progetto e porterà alla definizione di un quadro urbanistico di riferimento. Quindi occorreranno varianti urbanistiche al piano regolatore.

Secondo Restart, si tratta della più importante opera di bonifica privata mai realizzata nelle Marche. L’Accordo definirà anche le diverse competenze di ciascun attore e porterà alla realizzazione di un piano dettagliato delle attività necessarie al completamento del progetto.

Il sito Ascoli 21, scrive la Restart in una nota, diverrà una “città nella città, sostituendosi ad uno spazio abbandonato e andando a costituire una nuova città intelligente, armonica, accessibile, perfettamente integrata con l’ambiente circostante e che soddisfi le esigenze dei suoi abitanti e ne faciliti la vita”.

“Siamo riusciti a mettere insieme oltre quaranta imprenditori locali per dare vita al progetto Ascoli21” – dichiara il presidente di Restart Francesco Gaspari – “un esempio concreto di partecipazione locale e di voglia di scommettere sul futuro, un processo di partecipazione e di coinvolgimento della cittadinanza e del territorio come se ne vedono pochi nel nostro paese”.

“Città intelligente, nei consumi, nell’impatto ambientale, nel saper usare la tecnologia al servizio della qualità della vita, nella capacità di soddisfare le esigenze dei cittadini di oggi puntando soprattutto a quelli di domani”, afferma il sindaco di Ascoli Guido Castelli. “Questo è il concetto di Smart City che vorremmo applicare alla città e sul quale è stato definito il progetto Ascoli21”.

“La Provincia di Ascoli Piceno ha scommesso su questo progetto fin dalle prime fasi della sua definizione apprezzandone l’approccio innovativo nel modo di concepire lo sviluppo del territorio” sottolinea il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno Piero Celani. “La firma di questo protocollo costituisce un punto di svolta: si potrà dare il via alla riqualificazione ed al rilancio dell’area SGL Carbon con un occhio alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente e anche grazie ai finanziamenti nazionali ed europei”.

“Un esempio virtuoso della capacità di intervenire in maniera sinergica nella risoluzione di una criticità ambientale, costruendo nel contempo un’opportunità di rilancio economico, sociale e culturale di enorme portata per tutta la regione”, questa la visione del Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca.

LA STORIA DELL’AREA CARBON
L’area dell’Sgl Carbon si trova a margine del centro storico di Ascoli Piceno: con un’estensione di circa 25 ettari, è confrontabile per dimensione all’intero centro storico della città.

Il sito ha rappresentato per generazioni di ascolani il simbolo dell’industrializzazione della città (il primo impianto industriale per la produzione di materiali di derivazione calcarea risale all’anno 1900): alla fine degli anni Sessanta, il numero dei dipendenti dell’impianto raggiunge le 1000 unità.

Nel 1992 la società viene inglobata dall’Sgl Carbon, colosso dell’industria chimica. In quegli anni lo stabilimento di Ascoli Piceno fornisce il 40% della produzione mondiale di silicio metallico. Nei successivi quindici anni l’impianto vive un progressivo periodo di crisi a causa anche di problemi legati alla salute pubblica e ambientale: la chiusura definitiva dello stabilimento avviene nel 2007.

Oggi l’area Sgl Carbon – che conta 600 mila metri cubi di volumi fra capannoni e attrezzature industriali – versa in uno stato di totale abbandono: il sito ricade nella lista dei Siti di Interesse Regionale per i quali risulta stanziato un fondo per la riconversione produttiva. L’area è già stata oggetto di sopralluoghi ed ispezioni da parte della società incaricata della bonifica (Petroltecnica S.p.A.), che eseguirà analisi sui campioni prelevati e simulazioni delle operazioni di bonifica. Restart si è impegnata a presentare un progetto definitivo di bonifica entro i primi giorni di Agosto. Il costo delle operazioni di bonifica, che sarà interamente sostenuto da Restart, è quantificato in circa 30 milioni di Euro.

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