SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Guardare attraverso non è come guardare dentro”. L’umanoide con la finestra aperta sul cuore è il simbolo di un’umanità che rischia l’omologazione, l’anonimato ma che, nonostante tutto, non rinuncia alla propria irripetibile unicità. E così l’essere umano apre il suo cuore al mondo, invita il prossimo a guardare nel profondo dell’animo di ciascuno mentre il ramo con le foglie che tiene in mano è il simbolo della vita, della speranza che non muore.

E così, con questo sfondo che venerdì i Verdi di San Benedetto capitanati da Paolo Canducci insieme ai Verdi Pino Parmegiani, Fabio Flaiani, Mariachiara Rossi, Daniele Mariani, Roberto Capriotti, Andrea Marinucci ed altri, hanno manifestato distribuendo volantini informativi, in pieno centro durante il consueto mercato, per spiegare ai cittadini l’importanza di andare a votare e mettere 4 croci sul sì.

“I quesiti oggetto del prossimo Referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno – afferma Andrea Marinucci – attengono a questioni di importanza primaria non solo per l’oggi ma soprattutto per il domani; con il voto gli elettori devono essere coscienti che sceglieranno non solo per loro ma anche per i loro figli ed i loro nipoti. I cittadini – continua – sono chiamati a decidere, infatti, se il futuro energetico italiano debba avvenire attraverso l’uso delle centrali nucleari o attraverso forme di energia pulita; sono chiamati a decidere se l’acqua deve rimanere un bene pubblico o se invece diventerà patrimonio in mani di privati ed ancora si deciderà anche sul legittimo impedimento; cioè c’è in discussione anche il primato della giustizia e l’abbattimento di privilegi per le massime Autorità istituzionali (Presidente del Consiglio e Ministri). E’ questo quello che vogliamo? Noi Verdi voteremo sì per dire no a questi scempi”

“La via di uscita dalla crisi energetica – incalza il responsabile dei Verdi della provincia, Paolo Canducci – è quella del risparmio, efficienza energetica e sviluppo delle energie rinnovabili: solare, eolica, idroelettrica, geotermica e altre minori. Non si tratta di un ripiego, ma di una strada sicura che dobbiamo aprire e che sarà progressivamente ampliata dalle prossime generazioni.”

“La sicurezza delle centrali nucleari non è garantita – sottolinea il segretario cittadino Roberto Capriotti – restano poi non risolti, i problemi del trasporto dei materiali fissili e quelli della conservazione nei secoli delle scorie radioattive. In un Paese come il nostro, con un territorio in gran parte idrogeologicamente dissestato e congestionato di inquinamenti e per di più fitto di insediamenti urbani e costellato di tesori storici, artistici e paesistici, è il ciclo nucleare nel suo insieme che presenta rischi e pericoli inaccettabili e che deve quindi essere scartato; neppure come soluzione di emergenza l’alternativa nucleare ha titoli per essere considerata prioritaria”.

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