riprese e montaggio a cura di Maria Josè Fernandez Moreno

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ASCOLI PICENO – L’eccellenza del manifatturiero Piceno alla ribalta grazie alla stupenda mostra sui merletti antichi organizzata dalla Camera di Commercio presso il Forte Malatesta.
È stata inaugurata venerdì 10 giugno infatti la mostra “Donne, storia di merletti e antiche tessiture” realizzata grazie alla collezione privata di Clelia Traini, che si protrarrà fino al 31 ottobre.
«Come ente camerale – ha spiegato il presidente della CCIAA di Ascoli Adriano Federici – abbiamo deciso di dare un giro di vite alla sponsorizzazione di eventi fini a se stessi. La Camera di Commercio deve prestare il suo nome per l’organizzazione di grandi kermesse culturali che possano dare valore aggiunto al territorio che ci ospita. Selezionare poche manifestazioni che però siano all’insegna della qualità. E questa mostra offre la possibilità al pubblico di poter osservare dei veri e propri capolavori della tessitura picena e non solo».
«Al contrario di quanto si possa pensare – ha sottolineato il Prefetto Pasquale Minunni – anche noi uomini cogliamo il fascino e la bellezza di tali manufatti che possono aiutarci anche a ripercorrere l’evoluzione delle famiglie attraverso la concezione del ruolo della donna».
Non è mancata neanche la “provocazione” ad opera del vescovo di Ascoli Silvano Montevecchi sulla riscoperta degli antichi mestieri artigiani. «Bisogna fare in modo che queste attività possano rivivere e magari dare lavoro ai giovani. Queste filiere semplici – ha proseguito il vescovo Montevecchi – possono fungere da volano per la ripresa economica per una nuova generazione che, prendendo spunto dal passato, può riportare alla luce l’antica maestria che ha fatto conoscere questa terra nel mondo».
Molto soddisfatto della scelta di appoggiare l’iniziativa è apparso il sindaco di Ascoli Guido Castelli. «Non posso che ringraziare sia la Camera di Commercio che la signora Clelia Traini perché con questa mostra hanno regalato alla città di Ascoli un evento di caratura significativa. La location, poi offre una possibilità di riscatto al Forte Malatesta che da luogo di pena e sofferenza (fu un carcere, ndr) ora si trasforma in scenario per l’esposizione del bello».
A far capire l’importanza che questa esposizione ricopre ci hanno pensato sia la curatrice dei Musei Capitolini Marina Mattei, già all’opera per portare la mostra anche nella capitale, che il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli. «Qui ci troviamo nella patria del bello e ben fatto. – ha sottolineato Boselli – L’Italia ha un grande valore d’imprenditoria perché siamo fra i pochi che sanno coniugare la creatività e la tecnologia: da qui la nostra eccellenza. Dobbiamo ringraziare la signora Traini e chi ha permesso la realizzazione della mostra, perché hanno portato all’attenzione del mondo questi splendidi manufatti».
I capolavori esposti provengono infatti dalla collezione privata di Clelia Traini. Una passione la sua che l’ha accompagnata nel corso di tutta la vita e che l’ha spinta a collezionare pizzi e merletti scovati in ogni angolo del paese e non solo. Pezzi unici che raccontano la storia delle famiglie picene, la loro vocazione matriarcale. «Questa mostra – ha spiegato Clelia Traini – serve innanzitutto a riabilitare la dignità della donna, vera e propria anima della famiglia del tempo passato. Questo evento si pone tre obiettivi fondamentali: raccontare la storia attraverso i manufatti, far comprendere ai visitatori la vera eccellenza e poter studiare le lavorazioni così da poter insegnare, magari ai ragazzi, per ripartire. Non è facile per me essere qui oggi – ha proseguito, emozionata, la Traini – Ascoli è la mia città e rientrarci in questo modo è esaltante. Il mio messaggio con questa esposizione è semplice: investiamo sul territorio, sui giovani e sulla creatività».
L’evento insomma non servirà solo a mettere in risalto la bellezza del manifatturiero piceno ma potrà contribuire all’attrattiva turistica che la vallata del Tronto offre. «L’esposizione – ha sostenuto l’assessore provinciale al Turismo Bruno Gabrielli – sa interpretare i punti caratteristici del territorio in cui viviamo, sarà quindi nostro compito farci arrivare i turisti facendo capire loro l’importanza che tali “opere d’arte” hanno rivestito nella storia del Piceno».

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