ASCOLI PICENO – Arriverà nelle sale italiane il prossimo martedì 21 giugno, a distanza di qualche mese dalla presentazione  in anteprima alla 51° edizione del Festival dei Popoli – festival internazionale del film documentario – ossia la vetrina di documentari più antica al mondo a Firenze, lo scorso novembre.

Stiamo parlando di “When you’re  strange” Il primo ed unico biopic che ripercorre la storia dei Doors, e in particolare quella di Jim Morrison, dal suo incontro con il tastierista Ray Manzarek nei corridoi della UCLA fino alla sua tragica morte, la notte del 21 giugno 1971 a Parigi. A distanza di 40 anni esatti dalla sua scomparsa,  il regista americano Tom Dicillo ha deciso di narrare la storia di un personaggio e di una band che hanno cambiato il panorama musicale, culturale e sociale di intere generazioni.

Attraverso immagini inedite della band e, per la prima volta, di alcune scene dei film girati da Morrison in persona, “Feast Of Friends” e “HWY“, ai tempi del corso alla UCLA, Dicillo fa un racconto  del percorso artistico e umano della rock band e del suo leggendario front man: il lavoro in studio di registrazione, gli incontri con i fan e i concerti, sul palco e dietro le quinte, la produzione poetica di Morrison. Non mancano, ovviamente,  i riferimenti agli eccessi di Jim e alla sua personalità complessa, ma il film è soprattutto il racconto intimo delle relazioni personali tra i quattro musicisti. Proprio per tali motivazioni il documentario è stato considerato dalla critica american il vero film anti-Stone, in riferimento al noto lungometraggio “The Doors” del regista newyorkese, pellicola nella quale sia Manzarek che gli altri membri della band non si sono mai rispecchiati.

Vincitore del “Best long from music video”  ai Grammy 2010, il film ha nella sua versione originale la voce narrante di Johnny Deep, mentre è stato affidato a Morgan l’arduo compito di raccontare al pubblico italiano, la storia di quel ragazzo venuto dalla Florida dai lunghi capelli e dallo sguardo inquieto, di catapultarlo indietro negli anni 70′ e di guidarlo fra “le porte della percezione”.

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