SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Sempre più diffuso è il morbo della leishmaniosi nel Piceno. Si tratta di una malattia trasmessa dalla puntura di un insetto simile ad una zanzara, che colpisce i nostri amici a quattro zampe causandone in alcuni casi anche la morte. Nel Piceno il fenomeno della leishmaniosi canina si espande di anno, in anno, e la prevenzione, unico rimedio per fronteggiare l’evolversi dei rischi, sfugge ai tanti possessori di cani che spesso ignorano la malattia. A sollevare nuovamente la questione rischi sono i medici dell’Ambulatorio Veterinario Associato Grosso, Fausti, Cantatore, che ogni anno registrano da ottobre a gennaio 6 casi a settimana di Leishmaniosi canina.

Un numero troppo elevato di contagi che rischia di aumentare perché non esistono profilassi e soprattutto perché la proliferazione dei pappataci, insetti simili a zanzare, trovano terreno fertile in aree costiere, umide e ricche di corsi d’acqua proprio come la costa Picena.
Se risulta impossibile evitare il contatto con le zanzare, è cosa facile al contrario, prevenire che la malattia degeneri nel tempo e nei più svariati modi, sempre più spesso letali.

Per capire la gravità e la diffusione del fenomeno nel nostro territorio, ma non solo, per comprendere anche sintomi e strumenti di prevenzione, il medico veterinario Roberto Grosso, ha stilato un piccolo vademecum di accorgimenti utili a tutti i possessori di cani affinché prendano coscienza della malattia e delle varie azioni preventive.

L’unica arma a nostra disposizione, ci spiega il medico veterinario, è un test dall’irrisorio costo indicato dall’autunno all’inverno inoltrato, che permette di verificare se l’animale ha contratto il parassita. Qualora l’animale risultasse positivo al contagio, l’intervento repentino potrebbe salvargli la vita prima che la situazione degeneri senza sospetto.

Gli effetti della Leishmania infatti, si possono manifestare in modo visibile con dermatite, perdita repentina di peso, di pelo nella zona degli occhi o con perdite di sangue dal naso. Ma in alcuni casi il manifestarsi della malattia risulta del tutto invisibile all’occhio umano in quanto colpisce gli organi interni del nostro amico a quattro zampe.

Gli effetti “invisibili” della malattia, potrebbero attaccare i reni, spiega il dottore, e questa è considerata la forma più acuta e più pericolosa (ed è per questo che sono fondamentali i controlli periodici dell’animale) che con il decorrere, potrebbero causarsi disfunzioni renali, anoressia, vomito, diarrea, ulcere orali, che se ignorati portano alla morte certa del nostro amico a quattro zampe.

Nei mesi autunnali, stando alla media di un solo ambulatorio veterinario del Piceno, si registrano circa 100 contagi da Leishmaniosi ogni anno. Molti casi vengono curati perché presi in tempo, altrettanti al contrario diventano un odissea fatta di visite e cure stremanti e speranza, molta speranza che ogni sforzo non sia vano.

Se davvero amate il vostro cane, ad ottobre non dimenticate il test della Leishmaniosi. Ogni veterinario della riviera ne potrà realizzare uno al prezzo di semplice serata in pizzeria.

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