ASCOLI PICENO – Con i dati esposti dal segretario provinciale Antimo Di Francesco si è aperta questa mattina la conferenza stampa post-referendum del Partito Democratico piceno. Un’ occasione per  fare delle riflessioni su quello che per il centrosinistra rappresenta a tutti gli effetti un successo elettorale. “Ma non vogliamo intestarci la vittoria – spiegano Mandozzi, Agostini e Di Francesco – il primo plauso va ai comitati, ai cittadini e poi a tutte le forze politiche, come la nostra, che hanno sostenuto questa battaglia. Ora il nostro compito è quello di trovare delle alternative alle leggi abrogate per dare le riposte che i cittadini ci chiedono”.

Sul fronte locale  non mancano gli attacchi all’attuale amministrazione provinciale. “Celani ha affermato che non sarebbe andato a votare e questo denota una insufficiente sintonia tra l’amministrazione e il territorio” – afferma il segretario provinciale Di Francesco, secondo il quale “le politiche dell’attuale amministrazione sono carenti per programmazione e progetti di sviluppo”, mentre il capogruppo Mandozzi attacca il centrodestra per aver “respinto la delibera che il partito democratico aveva presentato al consiglio del 18 aprile contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili”.

Per quello che riguarda i numeri,  Mandozzi ricorda “che la provincia di Ascoli è stata la terza delle Marche per affluenza e che si è superato il 60% anche in paesi guidati da amministrazioni di centrodestra come Venarotta e Maltignano“.

Contro l’attuale maggioranza provinciale rincara la dose l’onorevole Agostini: “trovo che sia un caso unico che un presidente di Provincia inviti ad andare al mare piuttosto che a votare. Ma oltre  il 60% degli elettori l’ha pensata diversamente, dimostrando il forte distacco con l’attuale centrodestra. Del resto anche a San Benedetto un loro candidato è stato sonoramente sconfitto (Gabrielli per l’elezione a sindaco, ndr)”.

“Inoltre – conclude Agostini – dobbiamo evidenziare un dato: i migliori risultati si sono avuti nei centri dove abbiamo operato un rinnovamento e un ringiovamento, come a Castorano, che ha registrato un’affluenza altissima”.

Ma come si coniuga l’attuale dato emerso con l’alleanza con l’Udc, che si era espressa a favore del nucleare? E quali rapporti ci saranno con le forze alternative di centrosinistra, grandi sostenitrici del referendum e soprattutto autentiche vincitrici dalle recenti amministrative?

“Chiunque, Udc compreso, dovrà confrontarsi  e prendere atto del risultato uscito dal referendum” – dice Agostini, mentre per Di Francesco “il laboratorio Marche (alleanza Pd-Udc in Regione, ndr) va avanti“. “A livello locale si fanno le alleanze che si ritengono più giuste. – spiega infine Mandozzi – Ma non dimentichiamo che in Sicilia l’alleanza con l’Udc ha permesso al centrosinistra di trionfare in 7 comuni su 10”.

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