ASCOLI PICENO – La scuola pubblica è ancora nell’occhio del ciclone: tanti tagli al personale docente e non docente sono previsti per il prossimo anno scolastico in tutta la regione, con forti ripercussioni in provincia di Ascoli e di Fermo. La precaria situazione economica e sociale della nostra tormentata provincia va così a gravarsi di altre criticità: riduzione degli organici nelle suole superiori del territorio.

La denuncia viene dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Snals, che stanno in questi giorni cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa grave minaccia che pregiudicherebbe l’offerta formativa statale.

I sindacati puntano il dito sulle modalità che hanno fino a ora hanno caratterizzato le riduzioni di personale nella scuola: modalità  che hanno penalizzato i territori della nostra provincia rispetto ad altre realtà della regione Marche.

La riduzione indiscriminata degli organici non mette solo a rischio la qualità del servizio scolastico, ma minaccia anche la permanenza stessa sul territorio delle scuole più piccole che saranno seriamente a rischio di chiusura. L’appello che le organizzazioni sindacali fanno è alla sensibilizzazione di tutti gli uffici che in questi giorni sono chiamati a decidere la materia perché si cerchi di salvaguardare  il diritto allo studio di migliaia di ragazzi. Nessuno può assistere inerte alla liquidazione di fatto della scuola pubblica. Un servizio che fino a qualche decennio fa era riservato solo ad alcuni e che grazie a molte riforme e tante lotte è diventato un diritto accessibile a tutti. Ora la scuola pubblica, come tutta la pubblica amministrazione, sta attraversando un momento buio, per mancanza di risorse ma anche per scelta  politica. Scelta che va a privilegiare quei servizi che sono destinati a pochi e che va ad equiparare il pubblico con il privato, senza però garantire la qualità di quest’ultimo.

La scuola come tutto il servizio pubblico ha bisogno di aiuto e soprattutto di non essere dimenticata: un paese che non investe sulle giovani generazioni è un paese che non ha un domani. Perciò quando si pensa alla razionalizzazione delle risorse forse bisognerebbe fare attenzione a quali beni si va a penalizzare; non tutto si può tagliare soprattutto non si può mettere in pericolo lo sviluppo culturale del paese perché così un paese è destinato a morire.

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