ASCOLI PICENO – ‘La Gazzetta dello Sport‘ pubblica oggi alcuni stralci interessanti degli interrogatori del difensore bianconero Vittorio Micolucci e del dentista anconetano Marco Pirani, entrambi a proposito dell’Ascoli, oltre che Vincenzo Sommese, ma non solo.

Nel primo frammento di interrogatorio, il gip di Cremona Guido Salvini ascolta Vittorio Micolucci in merito alla posizione di Sommese e riguardo la partita Ascoli-Atalanta, con il presunto accordo tra il difensore e il bergamasco Manfredini.

SALVINI: Sommese aveva venduto le partite?

MICOLUCCI: Questo non lo so.

S: A un certo punto Sommese esce fuori rosa, no?

M: Si, esce fuori rosa perché secondo l’Ascoli i problemi… veri della squadra…Era Sommese che si vendeva le partite.

S: Cioè, non per incapacità tecnica l’hanno messo fuori rosa?

M: No, è un giocatore di categoria superiore anche.

S: Quindi era sospettato di aver venduto…

M: E l’Ascoli lo ha allontanato.

(…)

M: Ho parlato solo con Manfredini con cui ho giocato nel 2000 a Udine. Lui mi dice: “Oh dai, Vittò! Che dici oggi facciamo pari, che va bene a tutti e due? E io gli ho detto: “Guarda, Manfrè, credimi, io qui non conto niente”

Nell’interrogatorio di Pirani, invece, vengono fuori altri particolari della vicenda.

PIRANI: (…) Micolucci era pressato da richieste e minacce di non ben indentificate persone, in quanto lui ed altri, compreso Sommese, avevano promesso le partite. (…)Però alla fine la partita (Albinoleffe-Ascoli, ndr) non si era concretizzata e la colpa erastata data a Micolucci (…). Gli scommettitori l’hanno minacciato che dovevano fare quella di Livorno.

SALVINI: Ma come mai Micolucci era l’unico giocatore dell’Ascoli ancora vicino a Sommese?

P: La società credeva che Sommese e Giallombardo si vendessero le partite. Giallombardo lo hanno mandato a Grosseto, è una persona al di fuori di tutto. Vincenzo si è impuntato, ha atto la guarra con Di Donato e Pederzoli (…)

Dunque, secondo Pirani, la società bianconera sentiva ‘puzza di bruciato’ nei confronti sia di Giallombardo e Sommese e avrebbe così provveduto, in modi diversi, ad evitare che potessero continuare a danneggiare la squadra. Emerge subito che queste dichiarazioni cozzano contro quelle fatte dagli stessi Sommese e Micolucci, i quali hanno sempre sostenuto che l’Ascoli Calcio fosse all’oscuro di tutto. Inoltre, è già noto che il presidente Benigni fu, in tempi non sospetti, protagonista di un incontro con il procuratore federale Palazzi per denunciare qualcosa che non andava. Non sappiamo se tutto fosse stato messo nero su bianco con un esposto, rimane il fatto che è davvero improbabile credere in un comportamento colposo dell’Ascoli nella vicenda accusandola di omessa denuncia.

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