ASCOLI PICENO – Enrico Guarna, reduce da una breve vacanza a Palinuro, è in partenza per Piombino con la moglie Emilia e la piccola Martina:

“A Palinuro ho iniziato il corso per immersioni subacquee; quest’anno avevo fatto una specie di voto in famiglia: se l’Ascoli si fosse salvato direttamente senza play out avrei preso il patentino da sub. Prometto che assolverò il voto prima dell’inizio del ritiro. Sono in partenza per la Toscana con la mia famiglia, faremo visita a Piombino al mio amico Andrea Luci e sabato saremo a Pisa per il matrimonio di Simone Masini”.

Quella appena terminata è stata per te una stagione ad alto livello, la migliore da quando sei all’Ascoli?

“Certamente, è stato l’anno in cui ho giocato di più e soprattutto quello in cui sono partito titolare dall’inizio. Nel 2008-09 subentrai a Taibi a novembre e la stagione successiva a Frezzolini nel mese di dicembre. Quest’anno società, mister e squadra mi hanno mostrato immediatamente fiducia, cosa che ho apprezzato molto, ma che allo stesso tempo mi ha responsabilizzato perchè il ruolo del portiere è importante e prevede una grande costanza di rendimento”.

Più volte i tuoi interventi sono stati decisivi ai fini del risultato. Qual è stata la tua migliore partita?

“Quella di Sassuolo, la seconda con Mister Castori in panchina. La ritengo la più importante sia a livello di squadra perché eravamo reduci dal pareggio col Novara e la vittoria ottenuta quel giorno per 1-0 rappresentò la svolta del campionato (la giornata successiva andammo a far risultato a Pescara) sia a livello personale: ricordo che l’ultimo quarto d’ora fu un vero e proprio assedio fino al rigore concesso al 95’, ma il mio intervento sul tiro di Masucci dal dischetto fu decisivo e salvai il risultato”.

C’è stato un momento in cui hai pensato che l’Ascoli non ce l’avrebbe fatta a salvarsi?

“No, mai neppure quando eravamo all’ultimo posto all’arrivo di Castori; ci ho sempre creduto, non facevo altro che ripetermi che la parola “retrocessione” non doveva far parte del mio vocabolario, non potevo retrocedere con la maglia dell’Ascoli, sarebbe stata una macchia per me e per la città, qui ci vivo e ho messo su famiglia. Questa Città è casa mia. Il Mister ce l’aveva detto: – Dobbiamo salvarci, fosse anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata – e così è stato”.

Insieme a Giorgi sei considerato l’ “ascolano” del gruppo, anche se non sei di Ascoli…

“Ormai Ascoli mi ha adottato a tutti gli effetti, sono qui da quando avevo 17 anni e molti non sanno che sono di Catanzaro. Le mie origini non le rinnegherò mai, ma fa piacere essere stato acquisito totalmente da un’altra città, la città che mi ha fatto trovare l’amore e mettere su famiglia. Quanto a Gigi Giorgi devo dire che siamo cresciuti insieme ed è certamente il mio miglior amico, anzi, più che un amico è come un fratello minore, perché è sempre un po’ svagato – è così per carattere – e quindi gli faccio anche un po’ da segretario. Ricordo a inizio anno un sms che mi inviò a poche ore dal raduno precampionato: – A che ora è il raduno a Villa Picena? – mi scrisse. Da lì capii che non era cambiato neanche un po’…”.

Il tema per eccellenza di questo periodo è quello del calcio scommesse. Che idea ti sei fatto?

“E’ una vicenda che mi ha sorpreso tanto lasciandomi molta incredulità. Penso che se accerteranno le responsabilità dei singoli acquisirà maggiore importanza la salvezza che abbiamo ottenuto sul campo, perché vorrà dire che l’avremo acquisita con un livello di difficoltà maggiore”.

Il tuo nome è accostato a molti club di Serie A. Qual è il tuo futuro?

“Al momento non so nulla, non conosco le intenzioni della Società, quindi è prematuro parlarne”.

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