ASCOLI PICENO – L’elemento chiave di tutta la vicenda è ed è sempre stato la presenza di Melania Rea a Colle San Marco il 18 aprile, giorno della sua scomparsa. La ricostruzione del marito Salvatore Parolisi, che afferma che i due assieme alla piccola figlia Vittoria si trovavano sul parco intorno alle ore 14.30, non trova riscontri oggettivi. Nessun testimone. Ma soprattutto fin da subito apparve insensato un preciso particolare: che la donna volesse raggiungere il bar “Il cacciatore” scegliendo di percorrere la strada più lunga, oltretutto con l’urgenza di andare in bagno (leggi nostro articolo del 22 aprile: “Perche Melania ha imboccato proprio quella strada?“). Chi conosce la zona non l’avrebbe percorsa; chi non la conosce non si sarebbe avventurato in una strada senza sapere dove andasse a sbucare.

I sospetti maturati in quella circostanza sono stati poi avvalorati dalla mancanza di monete nelle tasche di Melania, una volta ritrovato il corpo. Dovevano servire per pagare i due caffè che la donna, sempre secondo la ricostruzione di Parolisi, avrebbe detto di voler comprare, prima di allontanarsi. Inoltre Melania non aveva con se nè borsa nè portafogli. Ma ci sono altri elementi più concreti a suffragare la tesi dell’assenza di Melania quel giorno a Colle San Marco: nessuna, delle persone presenti sul Pianoro, potrebbe affermare di aver visto la famigliola attorno all’altalena, come sostiene invece il marito. In particolare un coppia di anziani di Acquasanta, ritenuti dagli inquirenti molto attendibile, avrebbe camminato più volte da quelle parti in quella fascia oraria senza aver visto nulla e nessuno. Ci sono inoltre alcune foto scattate da alcuni studenti dell’Istituto tecnico dei Geometri di Ascoli a smentire la presenza della famigliola in quell’area. I ragazzi, giunti sul posto per passare alcuni momenti di svago, avrebbero scattato alcune immagini col telefonino nelle quali si vede la zona dove Melania e Salvatore sarebbero dovuti essere assieme alla piccola Vittoria, ma non loro tre.

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