ASCOLI PICENO – Non sembrerebbe lasciare spazio a malintesi quanto affermato dal Presidente del Piceno Consind Luigi Merli, mercoledi in conferenza stampa, in forza degli obiettivi definiti ‘realistici’ più che ottimistici prefissati dal comitato direttivo e dalla stessa Presidenza. Insieme a lui erano presenti, all’interno della sala stampa della sede ‘Consind’ di Marino del Tronto, il Vice Presidente Domenico Procaccini e il Consigliere Giovanni Alleva. Mancava il Consigliere Gianluca Vagnarelli per ragioni legate ad impegni lavorativi inderogabili.
L’Ente, dopo un periodo di commissariamento durato quasi due anni da parte della Provincia, ha visto l’insediamento del nuovo Comitato Direttivo il 9 maggio scorso, preceduto il 19 aprile scorso dall’elezione alla carica di Presidente del Sindaco di Grottammare Luigi Merli.

“La situazione che abbiamo trovato – dichiara il Presidente – è molto complessa, quasi vicina al collasso, per problemi di varia natura compresi quelli di liquidità. Il nostro lavoro, per il quale nessuno di noi percepisce compensi nè rimborsi spese, è cominciato partendo dalle analisi fatte dai Commissari nell’ambito del rapporto tra crediti e debiti, inoltre ci siamo orientati anche nella direzione di comprendere il valore del patrimonio dell’Ente stesso, in ragione di percorrere una strada diversa dalla messa in liquidazione”.

“Il valore di stima della capitalizzazione totale dell’Ente al 2008 è pari a 30.491.000 euro – continua Merli citando cifre ufficiali – divisi per settori: immobili 5.219.000 euro, impianti tecnologici (depurazione e acquedotto) 15.353.000 euro, impianti tecnologici relativi al settore gas metano 681.123 euro, aree edificabili vendibili 9.237.000 euro”. “La situazione relativa ai debiti contabili da rivedere – aggiunge Luigi Merli – al 31 maggio 2011 è di 38.870.000 euro rispetto ad una situazione debitoria al 1 luglio 2010 pari a 35.892.800. I crediti ammontano a 5.641.000 euro, per cui l’unica considerazione economica da fare è legata al fatto di effettuare le giuste proporzioni tra un debito rivisitato, un credito più che parzialmente depurato e la capitalizzazione; ed in base a questi dati è facile comprendere quanto piccola possa essere la forbice. Da qui la la scelta di evitare la strada di una messa in liquidazione che avrebbe comportato inevitabilmente una perdita sostanziale del valore dei beni e con delle conseguenze finanziarie pesanti a carico dei consorziati”

“E’ fondamentale sfatare il mito legato alla perdita giornaliera di 12.000 euro per la depurazione – Merli mostra il report relativo ai costi/ricavi – il problema sta nell’errata lettura o analisi di un conto economico, in cui sono presenti costi e ricavi. Il mito è nato solo perchè sono stati divisi i costi dell’anno 2010 (3.194.341,08 euro) per 365 giorni, ed è chiaro che il risultato dà una cifra che si avvicina a quella giornaliera, oggetto del mito. Ma la differenza con ricavi, alla stessa data, pari a 3.028.979,98 euro dà un risultato di sicuro in perdita ma pari a poco più di 165 mila euro all’anno. Un mito davvero banale – conclude il Presidente – in quanto la situazione debitoria complessiva è un conto, peraltro l’Ente stesso per anni ha sempre lavorato senza una vera e propria centrale costi e quindi le emergenze venivano affrontate al momento, ma la lettura di un conto economico relativo ai costi/ricavi della depurazione fornisce dati diversi ed inconfutabili”.

Il Vice Presidente Procaccini aggiunge, quasi all’unisono con il Presidente Merli: “Noi abbiamo la ferma intenzione di trasformare il Consind in una vera e propria Agenzia di rilancio industriale molto più snella e reattiva, che presuppone necessariamente la partecipazione di Confindustria, Confartigianato, Confersercenti ed altri enti di categoria. Il progetto sarà portato in Regione e la forbice temporale per la sua attuazione sarà funzionale al raggiungimento, in tempi debiti, di obiettivi importanti: uno fra tutti la ricollocazione dei nostri 16 dipendenti ai quali di certo pagheremo stipendi e contributi”.

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