ASCOLI PICENO – Nonostante mercoledì intorno alle 18, il presidente Benigni avesse spiegato che non era arrivata nessuna offerta concreta per rilevare la società (‘Ma nel calcio spesso le cose succedono all’ultimo, in ogni caso abbiamo pronte valide alternative’, queste le sue parole), pochi minuti dopo ecco materializzarsi la consegna direttamente nella sede di Corso Vittorio Emnauele della proposta di acquisto ufficiale dell’Ascoli Calcio, con la firma dell’italo-canadese Francesco Bellini.

Erano le 19,15 quando un delegato dell’imprenditore farmaceutico ha consegnato personalmente le carte dove veniva certificata l’offerta, la cui somma ancora non è stata resa nota. Probabilmente nelle prossime ore verranno spiegati i dettagli della trattativa, a poche ore di quella che sarà probabilmente l’assemblea dei soci più importante degli ultimi anni, prevista domani e sempre in sede alle 18. Ieri, intanto, circolava voce anche della dell’esistenza di una doppia offerta: la prima conterrebbe inizialmente solo l’aiuto economico necessario per l’iscrizione al campionato e, solo successivamente, l’intera rilevazione; l’altra che, invece, comporterebbe l’acquisizione di tutto il pacchetto già da subito.

E su questa “indiscrezione” è nato un piccolo giallo. La società Ascoli Calcio, infatti, tramite il proprio sito internet ha “smentito categoricamente quanto riportato questa mattina come ‘indiscrezioni’ da alcuni organi di stampa in riferimento all’offerta di acquisto presentata dall’industriale Francesco Bellini al Presidente Roberto Benigni”.

Ma ciò ha fuorviato alcuni lettori, inducendoli a pensare che si smentisse l’offerta e non, come soltanto una lettura molto attenta del comunicato farebbe capire, le indiscrezioni circa i contenuti della stessa. Dunque la proposta di acquisto o di entrata in società è stata presentata ufficialmente, anche se non se ne conoscono i dettagli.

Sul fronte mercato, intanto, si registrano il rinnovo della comproprietà con la Juventus del giovane centrocampista Carlo Ilari, i rientri di Andrea Giallombardo, Lorenzo Pasqualini e Marco Moro, tutti quanti non riscattati dalle squadre di provenienza, ovvero Grosseto, Siracusa e Foligno.

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