ASCOLI PICENO – Alle 16.30, forse anche prima, di questo pomeriggio Salvatore Parolisi si troverà di fronte ai Pm ascolani per rispondere alle domande sull’omicidio di sua moglie, Melania Rea. Parolisi è indagato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Finora l’uomo è stato sentito come persona informata sui fatti. Ora invece la sua deposizione non potrà essere ritrattata in nessun modo in sede di eventuale processo. Proprio per questo, i due legali difensori del Caporal Maggiore, Nicodemo e Biscotti, potrebbero scegliere la strategia difensiva di non rispondere. Nelle ultime ore non hanno scoperto le carte. “Decideremo all’ultimo momento” – hanno affermato. Probabile che i Pm metteranno Parolisi di fronte alle bugie dei propri racconti e ai suoi comportamenti poco chiari anche con qualche elemento concreto alla mano. Magari un vero e proprio “asso nella manica” rimasto segreto finora.

Qualcosa che potrebbe “incastrarlo” o comunque, come minimo, sorprenderlo e spiazzarlo. Tabulati telefonici? Esami del Ris? Ma anche la relazione finale sull’autopsia, dalla quale pare essere emerso che Melania sia stata uccisa con tecnica militare, quella chiamata in gergo “dell’assalto alla sentinella”: mano alla bocca, colpi inferti da dietro e pantaloni abbassati per impedirle di scappare. Ad un primo momento il collegamento con Parolisi è diretto. Ma poi è anche vero che un militare di un metro e novanta armato di coltello non avrebbe bisogno di applicare troppe tecniche per far fuori una donna. E inoltre, di militari questa vicenda è piena. Perciò non basterebbe certamente la dinamica dell’uccisione ad inchiodare Parolisi. Contro il marito di Melania pesano invece le tante bugie raccontate; la più grossa, probabilmente, quella della presenza sua, della moglie e della piccola Vittoria a San Marco nella fascia oraria tra le 14.30 e le 15.2o, quando nessuno li ha visti.

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