ASCOLI PICENO – Ha lasciato Folignano nella tarda mattinata di ieri, lontano da telecamere e flash dei fotografi Salvatore Parolisi. L’uomo, indagato dalla Procura di Ascoli Piceno per l’omicidio di sua moglie, Melania Rea, ha abbandonato la casa dove i due vivevano. Ha caricato di notte pacchi, bagagli e valige poi la mattina è partito con la sua Renault Scenic, probabilmente per non tornare più visto che il caporal maggiore è  in odor di trasferimento dalla caserma militare del 235° reggimento Piceno dove finora è stato addetto all’addestramento delle soldatesse.

Salvatore Parolisi è stato interrogato come indagato per omicidio volontario aggravato venerdì scorso presso il Tribunale di Ascoli. Ma la strategia difensiva dei suoi avvocati Biscotti e Gentile è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere. Parolisi è rimasto circa due ore all’interno degli uffici della Procura.

Molte formalità, firma dei documenti e preparazione della strumentazione necessaria per le registrazioni audio. Poi i Pm ascolani hanno iniziato le loro domande, senza tuttavia ottenere alcuna risposta. La scelta di avvalersi di questo strumento tecnico a tutela dell’indagato era nell’aria. “Quando avremo un quadro più fluido dell’impianto accusatorio saremo noi a chiedere un interrogatorio” – ha commentato al termine dell’incontro l’avvocato Biscotto ai cronisti. Leggi: “Non ci è stato mostrato tutto il materiale che gli inquirenti hanno contro di noi”. Il chè significa che anche la Procura di Ascoli ha giocato strategicamente non scoprendo tutte le carte, consapevole ovviamente della facoltà di non rispondere di cui si sarebbe avvalsa la controparte.

Intanto però i magistrati ascolani hanno disposto il divieto di pubblicazione del contenuto degli atti e degli accertamenti irripetibili, verbalizzando il provvedimento durante l’interrogatorio del vedovo. Gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile hanno rinunciato a ritirare la copia dell’interrogatorio, in modo da evitare equivoci e fraintendimenti. Il divieto, sostanzialmente di divulgazione, interessa proprio i legali delle parti e i loro consulenti e riguarda, oltre al contenuto del verbale dell’interrogatorio di venerdì, anche l’esito dell’autopsia effettuata dall’anatomopatologo Adriano Taglibracci (che dovrebbe essere depositato a giorni), e i risultati degli accertamenti condotti di carabinieri del Ris. Sono escluse invece le risultanze del lavoro del Ros su tabulati, celle e traffico telefonico, in quanto si tratta di atti ripetibili.

Per i pm della procura di Ascoli Umberto Monti, Ettore Picardi, Carmine Pirozzoli e Cinzia Piccioni, e’ anche un modo per stoppare il circo mediatico che si e’ scatenato intorno all’inchiesta sulla morte della giovane donna, scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile scorso e trovata uccisa a coltellate due giorni dopo a Ripe di Civitella (Teramo), con troupe televisive da tutta Italia di fronte al Palazzo di Giustizia, nonche’ puntate su puntate di talk show e trasmissioni varie dedicate al caso e, spesso, ai suoi aspetti piu’ pruriginosi. Una sovraesposizione mediatica che potrebbe distorcere qualche testimonianza (”le persone cambiano davanti alle telecamere” commenta una fonte inquirente). Oppure ferire la sensibilita’ dei familiari della giovane donna. Come e’ avvenuto per la diffusione del filmino del matrimonio di Melania e Salvatore, che non e’ stata affatto gradita dal padre Gennaro Rea, dalla madre Vittoria e dal fratello Michele.

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