ASCOLI PICENO – Spunta un istituto di credito che potrebbe garantire all’Ascoli un prestito, permettendogli così di mettersi in regola entro il 12 luglio.

I documenti presentati al 30 giugno dalla società relativi alla situazione  finanziaria  non sono sufficienti. Per iscriversi al prossimo campionato di serie B entro quella data l’Ascoli dovrà ancora trovare una cifra consistente per garantire la copertura delle passività e il pagamento dei contributi di stipendi arretrati.  E’ arrivato un contributo dalla Lega (la società vanta dei crediti, in più è stato dato un premio previsto per la valorizzazione dei giovani), ma non basta. Nelle ultime ore si sta però facendo però avanti l’ipotesi di un istituto bancario che potrebbe  aprire una linea di credito verso la società, permettendogli così di risolvere le pendenze entro la data indicata dalla Lega. Se così fosse l’Ascoli parteciperà al prossimo campionato di serie B regolarmente, anche se con gli inevitabili tre punti di penalizzazione per non aver rispettato la prima scadenza, quella del 30 giugno. In questo caso è comunque il male minore. Staremo a vedere.

Sul fronte societario intanto le impressioni e le considerazioni sono contrastanti. Il commercialista Guido Manocchio, tornato ad occuparsi delle vicende dell’Ascoli Calcio dopo essere rimasto defilato negli ultimi anni, trasuda ottimismo da tutti i pori: “Iscriviamo l’Ascoli poi vado al mare a festeggiare. Sono sicuro che questo accadrà”. Non è dello stesso umore Nazzareno Cappelli, già presidente dell’Ascoli e  socio di minoranza. Al portale web picenotime.it il notaio ha rilasciato una lunga intervista nella quale afferma:  “non sono ottimista, l’unica strada percorribile è riaprire la trattativa con Bellini. O l’industriale viene in Italia oppure qualcuno deve andare in Canada per incontrarlo. Una trattativa non si fa in pochi minuti, c’è bisogno di tempo e per questo le parti devono mettersi al tavolo per diversi giorni”.

Ma le parti al momento sono distanti e i tempi stringono. Bellini ha presentato un’offerta che, secondo indiscrezioni, girerebbe intorno ai 6 milioni, cifra molto inferiore alla valutazione fatta per rilevare tutto il pacchetto azionario (12-15 milioni?). Inoltre ci sono sei-sette punti  nella proposta dell’italo-canadese, a detta di Manocchio, che sono al momento “irricevibili perchè non vincolano in alcun modo la parte acquirente”.

Intanto però i tifosi sono stanchi di tutta la situazione e vogliono chiarezza, e risposte. E domani alcuni di loro manifesteranno sotto la sede della società, in corso Vittorio Emanuele. L’invito a farsi sentire è rivolto a tutti i tifosi.
“Abbiamo lasciato calmo l’ambiente in attesa che la situazione societaria si delineasse – scrivono in un comunicato i ragazzi della Curva Sud Rozzi – ma non siamo più disposti a concedere altro tempo a chi sta dimostrando di voler buttare al vento 113 anni di storia. No! Non siamo disposti a vivere attaccati ad un telefono, a un computer, al giornale, alla radio, alla voce di un amico nell’attesa di trovare una notizia positiva per il futuro dell’Ascoli Calcio. Non siamo disposti a sorbirci chi parla già di ipotesi di fallimento, mentre nella migliore delle ipotesi ci stiamo assicurando una penalità.

Nessuno è mai arrivato a tanto. Il popolo bianconero, che ha sostenuto la squadra nell’ultima stagione, nonostante le difficoltà, senza lamenti, senza urla isteriche non merita ciò. E allora sono i tifosi a doversi svegliare da un sonno fatto di comunicati societari fumosi, incontri fantasma, offerte vere o presunte, conti e debiti misteriosi, poichè una cosa è ormai chiara: la famiglia Benigni non ha nessuna intenzione di vendere la società.

Non possiamo più accettare i miseri teatrini sui giornali dove si gioca sulle spalle dei tifosi. La nostra passione e la storia che si porta appresso, non possono essere prese in giro da niente e nessuno, tanto meno da un presidente che si è permesso di definire “nemici dell’Ascoli Calcio” coloro che chiedevano chiarezza sul futuro societario, mentre oggi è lui stesso a mettere in discussione l’esistenza dell’Ascoli Calcio stesso”.

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